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  • vulcanomarino

ANTISPECISMO

Aggiornamento: 31 ago 2022

Contro un'altra discriminazione



Questa volta VivereV ti vuole parlare di un argomento conosciuto da tanti ma ignorato forse dai più.


L'antispecismo rappresenta una delle ultime frontiere, insieme all'ambientalismo, di una filosofia che ha attraversato tutto l'Occidente, e che ha iniziato a diffondersi fin dal XVIII secolo, in un contesto in cui venivano promossi diritti ad un numero sempre maggiore di individui - quali gli schiavi o le donne - oggetto di forte discriminazione.

Esso si oppone allo specismo, inteso come l'attribuzione di diversi valori e status ai vari esseri viventi sulla base della loro specie di appartenenza.

Lo specismo è qualcosa di più e di peggio rispetto all'antropocentrismo perchè rivendica il diritto assoluto di disporre dei corpi e delle vite - in ogni modo possibile - di tutte le specie diverse dalla nostra.


Purtroppo nella nostra società non solo non è biasimabile discriminare gli animali, anzi ciò viene largamente accettato e dipende anche dall'oggetto che subisce la discriminazione, che varia da luogo a luogo, da cultura a cultura. In oriente si mangiano i cani e a noi fà orrore, ma non ci scomponiamo se invece qui lo facciamo con mucche, maiali, ecc. (vedi Differenze e Dietro le quinte).

Rappresenta, quindi, indubbiamente un'altra forte forma di discriminazione.


Ci sono due forme di specismo:

- Naturale: ogni specie propende naturalmente a preferire gli individui della propria specie, fino a poter dare protezione verso i propri simili a discapito degli altri: questa è una forma di pregiudizio.

- Innaturale: si tratta del meccanismo oppressivo istituzionalizzato con il quale la società umana perseguita e uccide gli animali non umani per alimentazione, ricerca, abbigliamento e divertimento: questa invece è un'ideologia.



Joan Dunayer - scrittrice e sostenitrice dei diritti degli animali - ha scritto Animal Equality e Speciesism e ci dice:


"Ogni volta che vedete un uccello rinchiuso in gabbia, un pesce confinato in una vasca, o un mammifero non umano legato a una catena, state vedendo lo specismo. [...] Se ritenete che gli umani siano superiori agli altri animali, state approvando lo specismo. Allorquando visitate un acquario o uno zoo, assistete a uno spettacolo circense con animali, vestite capi in pelli o pellicce o mangiate carne, uova o prodotti caseari, state mettendo in pratica lo specismo. Se sostenete campagne a favore dell’uccisione “umanitaria” dei polli o per condizioni di allevamento meno 
crudeli per i maiali, state perpetuando lo specismo"

Le forme di discriminazione = distinzione operata in seguito a un giudizio o ad una classificazione, sono molteplici e le abbiamo sotto i nostri occhi quotidianamente:

- per "razza" ed origine etnica (in realtà le razze umane non esistono, ne esiste solo una una: quella umana!),

- per opinioni,

- per religione,

- per disabilità,

- per età,

- per orientamento sessuale,

- per genere (sesso),

- per classe sociale, ecc. ecc.


La modalità è sempre la stessa: così come il razzismo attribuisce valori diversi ad un'etnia rispetto ad un'altra; il sessismo dà merito e superiorità al sesso maschile considerando inferiore quello femminile; il classismo pregiudica sulla base dell'appartenenza ad una classe sociale piuttosto che ad un'altra e via dicendo...così lo specismo discrimina le razze sulla terra dando loro un valore diverso e nettamente superiore all'animale uomo rispetto a tutti gli altri.


"L’idea che la vita umana, e solo la vita umana, sia inviolabile è una forma di specismo" Peter Singer 

Non è possibile individuare un'origine precisa dell'antispecismo.

Come dicevo, i primi movimenti a favore dei diritti degli animali hanno avuto inizio nel 1700, e anche un pò prima con Montaigne nel Rinascimento (il termine antispecimo non era ancora contemplato).

Anche se le radici si possono ricondurre fin dall'antichità a partire da Pitagora che influenzò molti altri come, ad esempio, Apollonio di Tiana, Plutarco, senza tralasciare successivamente Leonardo da Vinci e De Montaigne.

Ci furono diversi filosofi, pensatori, scrittori, poeti, giuristi, politici, biologi tra il '600 e l'800 già attivi nella promozione dei diritti degli animali: Rousseau, Voltaire, Tryon, Hume, Bonnet, Bentham, Condillac, De Montaigne, De Lamartine, Schopenhauer, Salt, Leopardi, Checov, Darwin, Dostojevskij, Hugo, Darwin...



La nascita "ufficiale" del movimento si riconduce al 1970 quando lo psicologo inglese Richard D. Ryder coniò il termine specismo.

Egli sosteneva che: "la sofferenza non può essere accettata in nome di principi utilitaristici" e che l'ottenere benefici per la nostra specie abusando di individui di altre specie è "semplicemente specismo e come tale si basa su ragioni morali egoistiche piuttosto che su ragioni razionali".

In un suo saggio paragona lo specismo al razzismo sostenendo che l'irrazionalità di entrambi i pregiudizi è identica e che, se accettiamo moralmente sbagliato infliggere sofferenze a umani innocenti, di conseguenza è logico considerare sbagliato infliggerla ad individui (senzienti!!! N.d.A.) di altre specie.


Peter Singer - filosofo e saggista australiano - si può definire il pioniere del movimento per i diritti degli animali.

Ancora oggi influente attivista, è uno dei pensatori più importanti nel campo dell'etica.

Egli pone la questione sulla nostra sensibilità verso la sofferenza degli animali sottolineando il concetto di uguaglianza e sostenendo che tutti gli animali (umani e non) siano portatori degli stessi interessi.

Ma la condizione fondamentale perché un individuo abbia interessi è che sia capace di provare piacere e dolore, cioè che sia un essere senziente. Quindi, sulla base del principio di uguaglianza, diventa necessario prendere in considerazione il suo interesse a non provare dolore e soffrire e quello a provare piacere, indipendentemente dalla specie di appartenenza.


Il suo testo più importante e famoso è Liberazione animale.


Tom Regan - filosofo statunitense - evidenzia invece il discorso di giustizia nei confronti del valore di tutte le forme di vita animale e sulla responsabilità, in quanto anche gli animali non-umani sono soggetti titolari, a tutti gli effetti, di diritti pari a quelli umani.


Più tardi il sociologo David Nibert procede nel discorso definendo lo specismo come "un’ideologia creata e diffusa per legittimare l’uccisione e lo sfruttamento degli altri animali".

Non si limita al semplice concetto di pregiudizio ma lo ritiene "un sistema di credenze socialmente condivise che permettono e rinforzano questo stesso pregiudizio contro esseri senzienti appartenenti a specie diverse da quella umana".


Due forme principali di antispecismo:

- Classico: le basi dell'opposizione all'oppressione animale sono di tipo filosofico, politico e culturale. Quindi prevede un’evoluzione di tipo socio-culturale antispecista.

- Politico: si tratta di attivismo che ritiene che solo una lotta congiunta abbia come obiettivo la liberazione totale degli animali, umani compresi. Liberazione da tutte le strutture sociali limitanti e dalle forme di oppressione come il razzismo, il sessismo, lo specismo, ecc.


Nel 2002 viene redatto il Manifesto per un'etica interspecifica che sostituisce la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali del 1978 (vedi Differenze), dove troviamo i principi basilari dell'antispecismo:

non uccidere, far soffrire o discriminare esseri senzienti

non utilizzare risorse derivanti dallo sfruttamento di esseri senzienti


L'obiettivo dell'antispecismo è quello di porre fine ad ogni forma di violenza e sofferenza istituzionalizzate, che si parli di alimentazione, sperimentazione, caccia, divertimento, abbigliamento, ecc. ma anche quello di cambiare il concetto che vede gli animali come delle cose di cui disporre di diritto. Con azioni sia sul piano politico che giuridico.

Ciò che va anche cambiata è l'ideologia del dominio come evoluzione del pensiero antirazzista e antimilitarista.


Ma i "doveri" - e direi più il sentire profondo - di un antispecista vanno oltre: non sono rivolti ai soli animali come erroneamente si può credere. (Le frasi tipiche: "Tanto interesse verso gli animali quando ci sono bambini che soffrono", "Pensa a darti da fare per le persone che hanno bisogno invece che agli animali" e via discorrendo su questo tenore...).

Il credo di un autentico antispecista (che spesso coincide con quello di un vegano, al di là delle "mode") è quello di una persona impegnata quotidianamente contro ogni tipo di ingiustizia e sopruso verso chi è più debole, che si tratti di Animali o di Umani, piuttosto che verso il nostro Ambiente e il Pianeta.



Perchè sono parti integranti tra loro e sono assolutamente interconnessi.

Perchè ogni forma vivente ha diritto alla propria dignità, libertà e alla propria vita, condizioni su cui nessuno può accampare diritti, perchè appartengono solo al diretto titolare di esse.


E' uno stile di vita che si acquisisce man mano che si prende consapevolezza della realtà che ci circonda e delle nostre azioni, diventando un sentire profondo e radicato.


I due discorsi portati avanti da Ryder e da Singer, a mio avviso, si integrano perfettamente: la sensibilità e la consapevolezza - quindi la nostra responsabilità - nei confronti della sofferenza (che è uguale per tutti) di ogni essere vivente e il senso di giustizia, di equità e quindi dei diritti di cui ciascun essere vivente è unico e legittimo proprietario.

Diritto alla propria libertà e alla propria vita, scevra da ogni sopruso, sfruttamento, maltrattamento ed oppressione di ogni genere. E - ribadisco - di ogni essere vivente: Umani compresi, ovviamente.


Mentre, purtroppo, tutta la nostra giornata è costellata (inconsapevolmente) di oggetti che utilizziamo, di scelte, di acquisti, ecc. che derivano da sfruttamento, sofferenza, discriminazione, morte di Esseri Umani, di Animali e di tutto il Pianeta.


Sono sicura che dentro di noi, nel profondo della nostra coscienza, sappiamo che tutto questo non è nè giusto nè accettabile, sotto tutti i punti di vista. Non ultima anche quella della sostenibilità ambientale.


Ma è più facile e comodo continuare con le proprie abitudini nella falsa convinzione che "Tanto non ci posso fare niente" e ritenere che cercare di stare attenti a tutto ciò che facciamo o acquistiamo diventi un'onere o una fatica ("Ma come si fà? Così non si vive più!").


Non è così - VivereV te lo garantisce.


Comincia dapprima prestando attenzione e focalizzandoti su una cosa alla volta e vedrai che, pian piano, andrai avanti da solo. Si aggiungeranno sempre più consapevolezze, via via che verrai a conoscenza di qualunque realtà che la tua coscienza comincerà a rifiutare, facendoti cambiare direzione, passo dopo passo.


Sapere di cosa è composto un prodotto, da dove proviene, se ha alle spalle un'azienda non etica, se c'è sofferenza e sfruttamento (umano o animale), ecc. non sarà una fatica, ma diventerà un piacere nel momento in cui saprai di non essere anche tu responsabile - nelle tue scelte - di sfruttamento del Terzo Mondo, di deforestazione, di sofferenze umane e animali e di ogni nefandezza e ingiustizia possibile.


Questo è ciò che puoi fare tu nella tua vita quotidiana e, davvero non è poco:


- non acquistare prodotti da aziende che sfruttano il Terzo Mondo, i Lavoratori, gli Animali e il Pianeta;

- diventa vegano rinunciando a tutti i prodotti di origine animale (abbigliamento e oggettistica compresi), senza per questo rinunciare al piacere del palato;

- acquista articoli realizzati con materiali riciclati e riciclabili, o provenienti da materiali in legno con certificazione FSC;

- preferisci un packaging compostabile;

- non finanziare spettacoli e divertimenti con animali (zoo, circhi, acquari, corse di cavalli, ecc.);

- utilizza materiali di origine naturale senza componenti chimiche (per la casa, l'arredamento, l'igiene personale e della casa, l'abbigliamento, l'edilizia, ecc.).


Ti potrà sembrare che alcuni di questi suggerimenti non abbiano nulla a che fare con l'antispecismo, ma se ti addentri nella conoscenza e nell'approfondimento delle tematiche, ti accorgerai che non è affatto così: tutto è collegato!!!


Qui, VivereV ti ha fatto solo qualche esempio per non dettagliare troppo, ma se vuoi fare scelte di vita nuove non basate su ingiustizie, sofferenze e sfruttamento sui Viventi e il Pianeta, puoi conoscere più in particolare come agire quotidianamente con:

- gli altri articoli: La Bella e la Bestia (con relativa lista prodotti cruelty free), Differenze, Dietro le quinte, Piacevoli morbidezze, Uguaglianze, H2O, L'Albero della Vita (ultima parte), Un Pianeta preso a pedate e Partiamo! (per un primo approccio);

- l'articolo uscito in contemporanea a questo: Zero Waste;

- consultare la Lista nera e la Lista Bianca.


Mi auguro e ti auguro di riuscire ad intraprendere un nuovo cammino rispettoso di tutta la vita intorno a te, perchè la vita che ci circonda è la nostra stessa vita. Quando comprendiamo questo e riusciamo a metterlo in pratica nella nostra esistenza (e viverlo dentro la nostra anima) vibreremo a frequenze più alte (vedi) in sintonia con tutto il Creato.




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