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UNO SPORT NATURALE 1

Aggiornamento: 1 set 2022

La caccia



La fauna selvatica, secondo la legge italiana, è "patrimonio indisponibile dello Stato" e appartiene alla collettività.


VivereV ti vuole porre quindi questa domanda: allora perché qualcuno ha il diritto di uccidere "qualcosa" che è patrimonio di tutti, quindi anche tuo e mio?


La "tradizione" della caccia, che ormai è riferita ad altre epoche e culture, potrebbe diventare - riconvertita - un nuovo modo per educare i nostri figli al contatto con la Natura, privo finalmente di uccisioni di esseri viventi. Per insegnare loro come sia un'amica da non temere, come sia fonte di ricchezza, bellezza e conoscenza. Insegnare che non è qualcosa lontana da noi, estranea e sconosciuta ma che è la nostra casa, della quale non possiamo fare a meno. Insegnare a non violentarla ma a rispettarla ed amarla.  

Cominciamo con lo sfatare luoghi comuni, false credenze o – meglio – giustificazioni e con il dire cos’è e cosa non è la caccia


La caccia è uno sport

Falso: lo sport è una forma di competizione nella quale si gareggia alla pari e permette di misurare le proprie capacità fisiche e mentali, con il rispetto dell’avversario e comportamenti corretti. Nel vero sport non c’è violenza né uccisione di alcun essere vivente.

La caccia è una forma di sopravvivenza

Falso: ai giorni nostri e nella nostra civiltà. Nei secoli passati lo è stata parzialmente: la pratica delle coltivazioni vegetali per la sopravvivenza affonda le sue radici alla fine del Paleolitico (circa 10.000 anni fa), mentre la caccia era riservata all’approvvigionamento di carne, ma in forma selettiva e limitata al fabbisogno quotidiano. L’equilibrio naturale degli animali selvatici non veniva mai alterato, mentre oggi la caccia è solo una pratica per uccidere animali in modo indiscriminato, anche per venderli a ristoranti e macellerie. I territori vengono ripopolati acquistando animali selvatici all’estero senza alcun monitoraggio.


La caccia è la possibilità di stare in contatto con la natura

Falso: trascorrere gran parte del tempofermidietro cespugli o alberi o chiusi in capanni in attesa delle prede non è propriamente uno dei migliori modi di stare a contatto con la natura, tantomeno di “sentirla” e sentirsi in armonia con essa. Un cacciatore la Natura la usa e facilmente nemmeno conosce tanti tipi di alberi, piante e fiori: in realtà non gli interessano nemmeno. Anzi, quando deve prendere la sua preda calpesta tutto entrando anche con le auto all’interno dei parchi faunistici.



I cacciatori fanno agli animali ciò che gli animali si farebbero vicendevolmente

Peccato però che gli animali predatori seguano la loro natura e non pensano certo alle proprie azioni proprio perché di specie, mentre gli uomini possono farlo!


I cacciatori amano i loro cani

Non discuto sul fatto che alcuni di essi li amino, ma per tanti è una ben strana forma d’amore. Bisogna sapere che sono autorizzati ad addestrarli in modo anche violento e coercitivo: ad esempio le Z.A.C. (Zone Addestramento Cani) sono aree all’interno delle quali i cani vengono addestrati ad attaccare e sbranare cinghiali giovani, ancora senza zanne, abituandoli ad essere violenti.

Quando un cane non è più adatto alla caccia – per svariati motivi – tanti cacciatori lo abbandonano o lo uccidono.

I cani vengono tenuti tutta la vita reclusi in canili – quindi privati di libertà e di una vita normale – esposti ad ogni clima e da lì escono solo per andare a caccia, dopo essere caricati in auto dentro alle gabbie. La loro unica libertà e possibilità di movimento si riduce ai giorni in cui vengono portati a caccia.

In qualche raro caso c’è anche chi ha usato sul proprio cane un collare che provoca scosse elettriche (vietato).



Cacciare i cinghiali è necessario perché c’è sovrappolazione e costituiscono un rischio

Falso: i cinghiali hanno una struttura matriarcale. Le femmine adulte hanno precedenza nell’accoppiamento impedendo di farlo alle giovani. Questo ne contiene il numero. Ma nelle battute di caccia al cinghiale le femmine adulte sono proprio le prime ad essere uccise perché difendono il branco. La conseguenza sarà che le più giovani andranno in calore ed è questo che farà aumentare le cucciolate.

Senza pensare che - se non si cacciassero più i cinghiali - la Natura, come sempre, si riequilibrerebbe da sola. Infatti il concetto di "animali in soprannumero" non ha significato perchè il numero di animali che nascono e raggiungono l'età adulta è determinato, in natura, dalla "capacità portante". Questa è influenzata dallo spazio e dal cibo disponibili per cui uccidere animali non risolve il "problema". Gli esseri viventi hanno un sistema di autodifesa della propria specie, per cui se i soggetti sono in sovrannumero, diminuiscono le nascite. Se invece c’è un numero inferiore di soggetti le nascite aumentano.

La causa dell’aumento del numero degli animali selvatici è la caccia di selezione.

Non sono i cacciatori a “riequilibrare” la Natura, essa lo fa da sé, casomai è vero il contrario: l’attività venatoria porta disequilibrio.


I cinghiali sono ormai arrivati in città e anche questo è motivo di un contenimento necessario perché è indice che sono troppi

Falso: questa situazione è proprio conseguenza della caccia. Quando una femmina adulta, una matriarca, viene uccisa spesso le giovani rimaste orfane non sono in grado di procurarsi il cibo per se stesse o per i loro nuovi cuccioli e si spostano verso le città cercando tra i bidoni. Non solo, le stesse battute di caccia spesso rendono pericoloso il loro habitat costringendo l’animale ad allontanarsene.


Proseguiamo evidenziando cosa fanno i cacciatori, i loro privilegi e gli interessi che orbitano loro intorno


Libertà di entrare in un fondo privato

Se un terreno privato non è recintato i cacciatori sono legittimati ad entrarvi. Spesso però loro stessi creano illegittimamente varchi tra le recinzioni, ben sapendo che non ci sono controlli da parte delle Autorità. Calpestano terreni coltivati e procurano danni, con il potenziale pericolo di colpire qualcuno, trovandosi vicino ad abitazioni.


Utilizzo di richiami vivi

I cacciatori sono anche autorizzati ad usare richiami vivi per la caccia agli uccelli. Per questo utilizzano altri uccelli rinchiusi in piccole gabbie che si portano con sé, li pungolano con un coltello* per farli gridare e far arrivare in aiuto i loro simili, ai quali potranno sparare. Gli occhi di queste povere “esche” vengono bruciati con le sigarette perché ciechi cantano meglio*. Una volta terminata la stagione della caccia questi sfortunati animali passeranno la loro vita in gabbie ristrette e spesso nel buio di qualche cantina o garage*.

*ecco come amano la natura…





Ripopolamento

E’ una pratica che permette ai cacciatori di continuare la loro attività anche quando in natura ormai non c’è più nulla da cacciare. Per questo vengono appositamente allevati uccelli e lepri: nient’altro che animali che vivono tutta la vita in una gabbia e che poi vengono rilasciati in natura poche settimane prima dell'inizio della caccia. E’ naturale che questi animali siano una ben facile preda non essendo nati e cresciuti in ambiente selvatico e non avendo né esperienza né difesa alcuna. Proprio uno "sport" alla pari

Ma si ripopola anche con cinghiali e caprioli, che sono i più prolifici, con aumento dei danni alle colture…così diventa maggiormente necessario tenerli a bada e legittimarsi alla loro uccisione...


Inquinamento ambientale

Uno dei più gravi danni della caccia è l’inquinamento da piombo e da cartucce esplose lasciate nel terreno.

Secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) i pallini di piombo, largamente utilizzati dai cacciatori, hanno conseguenze mortali per molti uccelli, inquinano le acque e il terreno e possono comportare danni anche agli esseri umani. Questo tipo di inquinamento è un problema serio: il piombo avvelena!

Ogni anno vengono dispersi nell’ambiente miliardi di pallini, tra le 1.400 e le 7.800 tonnellate di piombo in tutto il mondo...

Per legge i cacciatori dovrebbero raccogliere i bossoli delle cartucce esplose: tu pensi che lo facciano? Nessuno li controlla…Ne avrai trovati anche tu parecchi andando in giro per i boschi. Associazioni ambientaliste e squadre di forestali e di carabinieri ne testimoniano la massiccia presenza: vengono raccolti quintali di bossoli abbandonati dai cacciatori.

I bossoli sono anch’essi altamente inquinanti per il terreno e le falde acquifere.

Sempre come amanti della natura...



Distruzione dell’ecosistema

La caccia sconvolge la biodiversità perché uccide i predatori primari che mantengono costante il numero degli animali selvatici e agevola la prolificazione di specie di animali che, causa il sovrannumero, sono costretti a spostarsi dai loro habitat in nuove zone per la ricerca di cibo. Più di 200 specie di animali in Italia sono a rischio di estinzione. La caccia è una delle cause.


Incidenti alle persone e agli animali domestici

Ogni anno la caccia provoca feriti e morti. Le vittime sono i cacciatori stessi che si scambiano per un cinghiale o un capriolo, ma molto più spesso si tratta di persone che abitano (o semplicemente stanno passando) nelle zone venatorie.

Tanti cacciatori sono persone ultra sessantenni, spesso con ridotta capacità visiva, limitato equilibrio o problemi di altra natura. Eppure per loro non esistono controlli, come previsto nell’ambito lavorativo o per chi ha la patente.

Nella stagione 2018/2019 sono state 80 le persone vittime di incidenti di caccia (21 morti e 59 feriti).

Ma alle vittime umane si aggiungono i tanti animali domestici: gatti, cani, mucche, cavalli e animali da cortile che vengono feriti o uccisi accidentalmente, grazie al loro diritto di caccia nei terreni privati. Alle volte anche sbranati dai cani. E di quanti animali domestici uccisi dai fucili da caccia non sapremo mai nulla?




Interessi economici intorno alla caccia

Avendo l’Italia il primato nella produzione di armi di ogni tipo, in politica sono numerosi i parlamentari che difendono e tutelano gli interessi dei cacciatori in quanto “sponsor” prezzolati delle industrie delle armi. Gli interessi economici sono alti per l’elevato consumo di cartucce.

Le associazioni faunistiche ricevono contributi pubblici superiori a tre milioni di euro ogni anno, oltre che anche attraverso sponsorizzazioni, feste e sagre varie realizzate per il contenimento della fauna in eccesso. Spesso ricevono anche “regalie” in periodi elettorali.


Costo per i cittadini

Sul bilancio dello Stato, solo per la caccia pesano: acquisto di centinaia di migliaia di animali per il ripopolamento (anche dall’estero); monitoraggio e controllo del territorio; personale previsto come forestali, carabinieri, guardie provinciali, guardie zoofile; dipendenti comunali, provinciali e regionali degli uffici preposti; ingenti rimborsi per “danni causati dalla fauna selvatica agli allevatori”; costi di bonifica per l’abbandono di cartucce nel territorio…possono bastare?

Naturalmente ciò significa: anche con le tasse di chi è contro la caccia.


Ci sono vari tipi di caccia:

- Caccia di gestione: praticata per risolvere problemi di convivenza tra persone e animali selvatici in un determinato territorio;

- Caccia in deroga: è praticata - con autorizzazione delle Regioni - su alcune specie protette di uccelli, disattendendo la Direttiva Europea sugli uccelli;

- Caccia di selezione: praticata nei confronti degli ungulati, in particolare daini, cinghiali, cervi e caprioli. Questo tipo di caccia può essere autorizzata dalle Regioni in qualsiasi periodo dell’anno;

- Bracconaggio (del quale VivereV parlerà separatamente): caccia in violazione della normativa nazionale, quindi illegale.


Difficile avere delle stime attendibili sul numero di animali uccisi in un anno.

Tenuto conto che le specie cacciabili in Italia sono 48 (36 uccelli e 12 mammiferi), che ogni cacciatore può cacciare un numero massimo di animali per giornata venatoria (carniere giornaliero) e un numero massimo per stagione (carniere stagionale), che in Italia sono circa 700.000, basandoci sui carnieri (registro degli animali uccisi durante una battuta) di Veneto, Lombardia, Toscana e Sicilia si può appena stimare che - legalmente - vengono uccisi circa 460 milioni di animali!!!

Ma è appunto solo una stima perchè le informazioni che fornisce un cacciatore sono semplicemente sotto forma di autocertificazione. Nessuno ci dice che i limiti siano rispettati, tenuto conto anche del fatto che i controlli sono effettuati dalle guardie venatorie volontarie che appartengono alle stesse associazioni dei cacciatori. Come dire che si controllano da loro stessi!


Perchè essere contro la caccia


- Oggi non è più eticamente accettabile uccidere per "sport";

- Il rispetto per gli animali è aumentato, la maggioranza degli italiani è contro la caccia: 63,5% secondo il Rapporto Italia 2021 di Eurispes;

- Non è accettabile nè giusto che chi è contro di essa debba, attraverso le tasse, finanziare un sistema che rifiuta;

- La crisi ambientale è elevata e gli habitat sempre più ridotti e devastati;

- L'ambiente viene inquinato notevolmente da pallini di piombo e plastica delle cartucce;

- Diverse specie animali sono ormai minacciate;

- La caccia comporta un devastante disturbo biologico su tutte le specie, anche quelle che non sono oggetto di uccisione, perchè sconvolge i normali ritmi di vita, compresa la possibilità di ricerca del cibo;

- Oltre a perdere la vita, le vittime della caccia soffrono la paura e lo stress mentre sono inseguiti. Tanti di loro che riescono a sopravvivere molte volte rimangono feriti e devono convivere con il dolore, spesso cronico. Quelli che comunque non ce la fanno possono metteci settimane a morire passando il loro ultimo periodo di vita in agonia. Tanti muoiono di fame perché le ferite sono tali da impedire loro di cercare cibo;

- Non ne abbiamo veramente bisogno. Chi mangia carne può trovarla ed acquistarla dappertutto;

- Non è un vero sport, tantomeno leale;

- Chi gira in Natura e per i boschi ha tutto il diritto di farlo senza rischiare di rimanere ferito o ucciso e di non essere circondato da spari e abbaiare di cani, invece di essere immerso nei suoni dell'ambiente in tranquillità;

- Non devono più esserci feriti e morti tra le persone e gli animali domestici per errori o sbranamento di cani da caccia;

- La maggior parte dei cacciatori è avanzata con gli anni e rappresenta un maggior rischio di incidenti;

- L'uomo non è predatore per natura;

- Il vero amore verso gli animali impedisce di ucciderli (e magari anche mangiarli);

- Non si possono accettare uccisioni di centinaia di milioni di animali all'anno nè lo sfruttamento e il maltrattamento di altri allo scopo ucciderli (cani, richiami vivi);

- Ogni essere vivente è il solo padrone della sua stessa vita della quale ha pieno diritto.




Si stanno portando avanti battaglie politiche, sociali ed ambientali per l’abolizione - o almeno la riduzione - degli allevamenti intensivi, la presenza delle gabbie negli stessi (vedi Fine di una vita in gabbia), l'abolizione degli allevamenti da pelliccia, la tutela della salute e dell’ambiente ed è quindi doverosa anche l’abolizione della caccia, ormai decisamente anacronistica.



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