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  • vulcanomarino

UNA GIORNATA IMPORTANTE!

Aggiornamento: 1 set 2022

Diversità biologica




22 Maggio: Giornata Mondiale della Biodiversità



Che cos’è la biodiversità?


Semplice: non è che l’intreccio e la sinergia tra la specie viventi.

Non riguarda il numero delle specie in sé, ma un’unica entità che interagisce strettamente.


Le specie che sono state catalogate sono circa 1,75 milioni ma il valore di quelle esistenti non lo conosciamo per certo: tra i 5 e i 111 milioni.


Ma perché c’è così tanto divario?


Perché circa l’86% delle specie viventi ancora non le conosciamo. Un piccolo esempio: solo 1% dei batteri sembra che sia stato catalogato…


Perché festeggiare questa Giornata?



Ci serve a riconoscere l’immenso patrimonio naturale della nostra Terra e le conseguenze degli enormi danni che le abbiamo fatto e che le stiamo facendo.

E’ un giorno speciale nel quale dobbiamo ricordare l’importanza di salvaguardare la straordinaria ricchezza e varietà di tutte le specie viventi su di essa (ma naturalmente dobbiamo farlo ogni giorno...).

Conservare la biodiversità non è solamente un'azione dovuta alla Terra e alle specie che la abitano, ma interessa e preoccupa tutta l’Umanità.

Rappresenta anche un nostro diritto perché da essa dipendono sicurezza, cibo, lavoro, cultura, salute e diritto alla vita.


Bisogna comprendere che stiamodistruggendo il Pianeta ma lo stiamo facendo anche con il nostro stesso Habitat.

La Terra esiste da 4,5 miliardi di anni e l’Uomo è comparso solo circa 2,4 milioni di anni fa con l’Homo Abilis.

Andando avanti così non sarà lei a morire, ma noi a scomparire prima o poi perché continueranno a svanire sempre più specie e con esse i loro ecosistemi.


Ogni specie che si estingue a causa nostra porta delle conseguenze (vedi anche “Un grande simbolo”).



Questa giornata è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2000 per difendere e tutelare la biodiversità e per commemorare l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica (Convention on Biological Diversity (CBD) adottata a Nairobi nel 1992 e firmata a Rio de Janeiro lo stesso anno.

Il CBD - di cui sono firmatari 196 Paesi - rappresenta lo strumento legale e internazionale per la conservazione della diversità biologica ma anche per un uso sostenibile di ciò che la compone, così come per un’equa condivisione che deriva dall’uso delle risorse.

L’obiettivo generale è di incoraggiare le Nazioni che agiranno per portare ad un futuro sostenibile.

La CBD riguarda la biodiversità ad ogni livello: ecosistemi, specie animali e risorse genetiche.

E non solo: anche le biotecnologie attraverso il Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza che si preoccupa della manipolazione ed uso degli OGM o della protezione nell’ambito dei trasporti.

In pratica tutto ciò che è direttamente o indirettamente collegato alla biodiversità: politica, scienza, economia, agricoltura, cultura…

La CBD si pone anche l’obiettivo di stanziare 700 miliardi di dollari all’anno entro il 2030 per attuare una adeguata tutela della biodiversità ma siamo ancora molto lontani dal raggiungimento di questo target...


La Conference of the Parties (COP) è l’organo di governo della Convenzione ed ha lo scopo di attuarla.

Nel 2019 nasce il Green Deal Europeo e la Commissione Europea presenta una tabella di marcia per la sostenibilità economica dell'UE.

E’ un progetto ambizioso che prevede l'adozione di varie misure di diversa natura, attuabili attraverso leggi, decreti e investimenti, per contrastare il surriscaldamento globale e il cambiamento climatico.

Il proposito è anche quello di trasformare l’impegno politico in un obbligo giuridico che vincoli così tutti gli Stati membri.


In occasione della Giornata del 2021, diversi capi di Governi e Organizzazioni hanno condiviso messaggi di supporto riguardo alla biodiversità e, tra essi il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres il quale ha affermato:


"Un pianeta sano è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, eppure la biodiversità si sta riducendo a un ritmo allarmante e senza precedenti, e le pressioni si stanno intensificando. Stiamo esaurendo le risorse più velocemente di quanto la natura possa ricostituirle. Il COVID-19 ci ha ulteriormente ricordato l’intima relazione tra le persone e la natura. (…) Dobbiamo proteggere la natura, ripristinare gli ecosistemi e stabilire un equilibrio nel nostro rapporto con il pianeta. (…) Dobbiamo tutti essere parte di un movimento per il cambiamento. (…)"

Quest'anno abbiamo avuto una grande e irripetibile opportunità per spingere i leader mondiali ad agire.

Dal 25 aprile all'8 maggio leader mondiali e rappresentanti di tutto il mondo hanno partecipato a Kunming, in Cina alla seconda parte della conferenza delle Nazioni Unite per la natura e la biodiversità - la CBD COP 15 delle Nazioni Unite (Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica - 15^ Conferenza delle parti).

Durante la prima parte, svoltasi nell'ottobre 2021, le parti interessate hanno riaffermato il loro impegno ad intraprendere azioni volte a realizzare una trasformazione nel rapporto con la biodiversità e a raggiungere la visione 2050 di "vivere in armonia con la natura", adottando la Dichiarazione di Kunming.

Lo stato della natura e la biodiversità sono stati al centro della conferenza con il principale obiettivo di negoziare ed adottare piani globali per i prossimi 10 anni (quadro globale della biodiversità post 2020).

Queste decisioni influenzeranno il prossimo decennio e tutto nostro futuro per i prossimi anni.

Un altro punto fondamentale di negoziazione è stato quello per il sostegno finanziario destinato ai paesi più poveri.


Ma purtoppo, ad oggi, l’accordo non è pronto, a causa della lentezza delle procedure delle negoziazioni frenate dagli eventi in Ucraina. I delegati hanno deciso di programmare una nuova sessione che si terrà a Nairobi dal 21 al 26 giugno 2022.


Durante i precedenti negoziati i delegati si sono impegnati a far includere nell’accordo almeno i seguenti punti:

- obiettivi e traguardi misurabili volti al ripristino, alla resilienza e alla protezione adeguata di tutti gli ecosistemi del mondo entro il 2050;

- il cosiddetto traguardo del "30×30", cioè la protezione di almeno il 30% della terra e del 30% dei mari a livello globale entro il 2030;

- disposizioni per mobilitare finanziamenti e altri mezzi di attuazione, processi di implementazione, monitoraggio e revisione efficaci;

- condivisione giusta ed equa dei benefici derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche connesse alla biodiversità;

- rispetto dei diritti delle popolazioni indigene e piena ed effettiva partecipazione di queste popolazioni.


E speriamo in bene...perchè ormai non c'è più tempo da perdere!!! Siamo ancora nel 2022...


Il futuro della biodiversità dipende sopratutto dal budget di risorse che i vari Paesi metteranno effettivamente a dispozione a sostegno di investimenti pubblici e privati.



Ma è importante anche la pressione pubblica perché la Natura è la nostra alleata più potente contro la crisi climatica che stiamo vivendo.


La temperatura globale può facilmente superare il limite di 1,5°, limite fissato nell’accordo di Parigi nel 2030, e ciò significherà danni irreversibili per il nostro Pianeta.


Diventa quindi necessario ed obbligatorio che i leader mondiali intensifichino - e con urgenza - tutti gli sforzi per proteggere la Natura.


E cosa possiamo fare noi?


Nel nostro piccolo abbiamo diverse abitudini che possiamo cambiare e scelte da adottare:


- cercare di non perdere le tante varietà ancora sopravvissute di frutta e verdura (in Italia ce ne sono moltissime). Perciò andiamo alla ricerca di ortaggi e frutti dimenticati: questo contribuirà a mantenere maggiormente l’equilibrio ecosistemico dei campi;

- non scegliere mai prodotti OGM che contribuiscono alla perdita di queste varietà;

- fare una spesa consapevole (prodotti bio, packaging sostenibili, prodotti alla spina e di stagione a km zero, prodotti ecosostenibili, app ecologiche, app antispreco...) vedi anche "I polmoni del Mondo", "Cambio d'abito 1 e 2", "La Bella e la Bestia" e le liste Bianca e Nera;

- acquistare prodotti del commercio equo e solidale (oltre ad assicurare che i produttori siano pagati in modo equo, questo settore contribuisce a proteggere gli ecosistemi locali, incoraggiando in parte un'agricoltura sostenibile);

- ridurre o eliminare la carne (per le motivazioni di tipo ambientale vedi "Dietro le quinte");

- non usare saponi antibatterici (i composti chimici sono persistenti, causano danni ambientali e le loro virtù non sono poi meglio rispetto ai saponi convenzionali);

- non sprecare acqua (vedi "H2O");

- non lasciare spazzatura nelle discariche abusive o nell'ambiente e non inquinare. Potresti danneggiare la fauna selvatica, riducendone la biodiversità;

- separare i rifiuti pericolosi. I prodotti chimici per la pulizia, i pesticidi, le pitture, le pile... finiscono nelle discariche e contaminano il suolo e le falde freatiche. Utilizza prodotti non dannosi e segui il piano di smaltimento dei rifiuti tossici previsto dal tuo Comune;

- ridurre ogni tipo di consumo (vedi "Un Pianeta preso a pedate","Zero waste" "Mare Nostrum");

- restaurare gli ecosistemi. E su questo fronte bisogna dire che l’Italia promuove la preservazione, la coltivazione e l’allevamento di specie autoctone;

- ridurre patogeni, infestanti e parassiti senza sterminarli e con sistemi naturali: in questo modo non si sterminerà un’intera specie (anche loro hanno la loro funzione in tutto l’ecosistema);

- supportare chi fa agricoltura sostenibile e biologica;

- favorire la crescita e la fioritura di piante spontanee nei nostri giardini e di quelle autoctone;

- non portare souvenir viventi dai nostri viaggi, animali o vegetali. Ogni pianta è originaria di un certo luogo ed è utile lì, non da noi dove altererebbe l’equilibrio. Lo stesso dicasi per gli animali. A parte la sofferenza di essere strappati dal proprio ambiente e quella vissuta durante il trasporto (durante i quali molti muoiono), anche loro portano squilibrio. Tutti vediamo da anni le nostre città piene di bellissimi pappagalli (i parrocchetti), ormai il loro numero è fuori controllo ed utilizzano le tane dei picchi rossi…;

- non comprare quelli fatti di osso, pelliccia e cuoio. Si favorisce ed incoraggia il bracconaggio;

- dedicare le vacanze all’agricoltura biologica. Chi ha voglia può mettere a disposizione la propria manodopera in cambio di ospitalità e viaggiare (vedi Wwoof: "World Wild Opportunities on Organic Farm"). E' un'associazione internazionale che mette in contatto Host, imprenditori di agricoltura biologica che ospitano, e Woofer, viaggiatori alla pari che vengono ospitati. Io ho messo il riferimento italiano ma puoi viaggiare in tutto il Mondo;

- aderire a campagne di sensibilizzazione o scegliere di fare un’esperienza di volontariato durante una vacanza, a favore di specie animali protette o a rischio di estinzione: unirai così l’utile al dilettevole!

- sostenere i gruppi di attivisti: Legambiente, WWF, ANTA (Associazione Nazionale per la Tutela dell'Ambiente), Centro Studi Cetacei Onlus e altre organizzazioni...si occupano della protezione dell'ambiente e della biodiversità. Puoi sostenerle facendoti coinvolgere nelle loro attività o devolvendo denaro in loro favore;

- far sentire la propria voce per contestare progetti e aziende che danneggiano la fauna selvatica e gli habitat naturali e usare il proprio denaro per comprare altri prodotti;

- contribuire alla diffusione delle informazioni, alla comprensione e alla consapevolezza di tutti i problemi legati alla biodiversità e di come anche le nostre azioni influiscano negativamente. Ormai abbiamo molti più strumenti per farlo: attraverso l'uso dei social puoi diffondere maggiormente la consapevolezza sui problemi ambientali.



Come vedi anche noi possiamo fare molto, anche tu!!!


Fonti:


Allora: la amiamo davvero la nostra Vita e quella del nostro Pianeta?


Dimmi cosa ne pensi e cosa metti in atto nella tua vita - o cos'altro faresti - per salvaguardare la biodiversità.




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