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UN GRANDE SIMBOLO

Aggiornamento: 1 set 2022

L'Ape




“Se le api scomparissero dalla Terra, per l'uomo non resterebbero che quattro anni di vita. Senza più api non ci sarebbero più impollinazione, piante, animali e... l'uomo” Einstein


Tutti conosciamo questa frase famosa e, in occasione del 20 maggio “Giornata mondiale delle Api”, è d’obbligo ricordare questo importantissimo animale.

VivereV parlerà di quanto sia fondamentale questo insetto per la vita nostra e del Pianeta, ma desidera farti conoscere anche il significato profondo che ha sempre rivestito nelle varie culture, ai più forse sconosciuto.


L’Ape è presente in tutte le simbologie del mondo, nella mitologia, nelle religioni, nell’esoterismo, nell’araldica e nell’arte.

Il simbolismo si basa prevalentemente sulla sua diligenza ed organizzazione: lavoratrice, operaia, laboriosa, produttiva.


Pochi animali rivestono un ruolo simbolico così importante quanto questo insetto: le sue ali la connettono al piano cosmico.


Fin dall’ antichità è stata ritenuta una creatura sacra associata alla divinità e molte culture si riferiscono a questo animale come rappresentante di personaggi sacri, in quanto donatrice di sapienza divina e santità.


Il simbolo è spesso lo stesso ovunque: saggezza e immortalità dell’anima.


- Gli antichi Greci ritenevano che nascesse dai cadaveri degli animali sacrificati e per questo motivo simboleggiasse la resurrezione o la rinascita.

Veniva venerata come sacra messaggera delle preghiere elevate dalla Terra agli Dei e ciò che produce era considerato dono degli Dei.

Simbolo di abbondanza e ricchezza, il suo ritorno in primavera - dopo la scomparsa dei mesi invernali - rappresentava, anche in questo senso, l’eterna rinascita e il rinnovarsi della Natura.

Melissa, Ninfa della mitologia greca, fu incaricata di nutrire con il miele Zeus ancora fanciullo per salvarlo dal padre Crono che divorava i suoi figli neonati. Una volta adulto Zeus la liberò dal suo corpo mortale per trasformarla in Ape. Da lei le sacerdotesse dell’antica Grecia, custodi di oracoli, presero il nome di Melissai.



Un altro mito narra di Melissa come Sacerdotessa dedicata a Demetra e come unica depositaria delle segrete conoscenze e dei sacri riti misterici della Dea.

Dai santuari di Eleusi e Corinto, dedicati alla grande Dea Madre Demetra*, sappiamo che le sue Sacerdotesse e le sue Ninfe venivano chiamate "Api".

La letteratura greca descrive bene le attività profetiche delle Sacerdotesse e delle Ninfe-Api. La statua di Diana di Efeso ci mostra la Dea circondata da diversi animali tra cui le Api, per esprimere la ricchezza della Natura.

Presente quindi nei culti della Grande Madre, i Greci avevano la consuetudine di consacrarla alla Luna (rappresentazione del femminile per eccellenza) e accomunarla alla Dea Diana che rivestiva una delle personificazioni della Dea Madre.

*E qui si torna sempre al culto alla Madre Terra, comune a tutti i popoli – vedi Pachamama.


Molti testi riportano riferimenti alla tradizione di somministrare il miele ai neonati nei primi due giorni di vita e come nutrimento esclusivo per i figli degli Dei.

Il miele, sacro e prezioso, veniva usato fin dalla protostoria greca nelle libagioni dei rituali funebri e offerto come sacrificio alle divinità ctonie, mentre i favi venivano usati come tombe per i bambini morti prematuramente. La letteratura riporta anche testimonianze riguardo alla pratica di imbalsamare i morti con il miele, date le sue proprietà antibatteriche.


La figura di Melissa come Ninfa o Semidea/Sacerdotessa, oltre a somministrare il miele come nettare sacro, simboleggia anche la femminilità, perché, come una sposa (Nymphai significa novella sposa), è pura, operosa e si prodiga nell’accudire e nutrire la propria famiglia, come un’Ape gestisce l’alveare.

L’alveare infatti è una organizzazione matriarcale.


Spesso la si trova raffigurata nelle tombe come segno di sopravvivenza dopo la morte.


L’Ape è anche simbolo dell’eloquenza, della poesia e dell’intelligenza.


- Per gli antichi Romani rappresentava la virtù.


- Anche per i Celti e i Germani è stata simbolo di abbondanza e ricchezza.

Nella tradizione germanica l’espressione “Il Sentiero delle Api” allude al vento che trasporta le anime nell’oltretomba e in quella nordica l’Ape – capace di trasformare le terra in miele -svolgeva un’azione divina di purificazione e sublimazione.



- Gli antichi Egizi ritenevano che fosse nata dalle lacrime di Ra ed aveva, perciò, un’origine divina, simbolo dell’anima e di origine solare.

Se entrava nella bocca di un defunto veniva interpretata come una forma dell’anima capace di riportarlo in vita.


- Per le popolazioni della Siberia, dell’Asia centrale e presso gli Indiani dell’America del Sud è spesso una rappresentazione dell’anima che ha lasciato il corpo.


- Per la civiltà Cristiana era simbolo di castità, verginità, integrità e dell’anima.

Per il suo miele e il suo dardo è considerata l’emblema di Cristo: da una parte la dolcezza e la misericordia, dall’altra l’esercizio della giustizia, in quanto Cristo giudice.

Anche il comportamento delle Api verso la Regina e le loro compagne è modello di virtù cristiana.

- In India ancora oggi alla sposa, in occasione delle nozze, si spalma un po’ di miele sulle sue parti intime.


- In Cina l’Ape rappresenta il corteggiamento, il matrimonio e l’amore.


E non sarebbe finita qui…


Questa doppia simbologia - vita/morte - potrebbe sembrare una contraddizione ma in realtà non deve stupire, in quanto le divinità femminili richiamano il regno della forma, dove tutto ciò che nasce è destinato anche a morire.


La tradizione popolare vede l’Ape come conoscitrice dell’avvenire e viene considerata un presagio fortunato: uccidere un’ape infatti porta male.


Una credenza scozzese rivela che se un’ape vola intorno alla culla di un bambino addormentato avrà una vita fortunata.


Sognare Api indica successo, prosperità e buone notizie, ma se nel sogno si presentano aggressive allora segnalano screzi in famiglia.


Dal punto di vista psicologico l’Ape incarna il sentimento amoroso, la leggerezza e la scoperta della sensualità.



L’Ape è anche un simbolo di regalità e la troviamo spesso rappresentata in tanti stemmi sia in tutta Europa (specialmente in Francia) che in Italia.

I più noti: quello della famiglia nobile fiorentina dei Barberini (e di tante altre) e le Api che ornavano il manto imperiale di Napoleone Bonaparte.

Questo deriva dal fatto che l’Ape Regina fu a lungo considerata maschio, quindi un re a capo di una comunità industriosa e prospera.

Ancora ai nostri giorni è presente sugli stemmi di 74 Comuni e 3 Province, fra cui quella di Livorno che associa la bandiera dell’Elba allo stemma della città.


Ma l’Ape è presente anche nella poesia e nella letteratura: Dante nel XXI Canto del Paradiso della "Divina Commedia" ci presenta gli Angeli, presenti nel luogo dove risiedono i beati del Paradiso, usando una metafora: "Sì come schiera d’api che s’infiora/una fiata e una si ritorna/là dove il suo laboro s’insapora".

Molti altri faranno riferimento alle Api: Lorenzo dei Medici, Pascoli, Trilussa, Neruda, Garcìa Lorca, Emily Dickinson, Alda Merini



Oggi però l’Ape ha assunto un nuovo significato simbolico: quello di sentinella degli squilibri ambientali e di quanto sia fondamentale per il futuro del nostro Mondo.


La dichiarazione di Einstein sottolinea non solo l’importanza dell’esistenza di ogni organismo vivente per l’uomo e per l’intero ecosistema, ma anche il legame e la connessione indissolubile (di cui non ci rendiamo mai conto abbastanza) che unisce la vita di un organismo ad un altro.

Se ne spezziamo una ecco che mettiamo la nostra stessa vita in pericolo.



Il 18 ottobre 2017, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di designare il 20 maggio, la Giornata mondiale delle Api (data di nascita di Anton Janša - 1734-1773, che fu un pioniere delle tecniche di apicoltura moderne nel suo paese natale, la Slovenia) per:

- sensibilizzare l'opinione pubblica e i politici sull'importanza degli impollinatori;

- la protezione di questi animali anche per contribuire all’approvvigionamento alimentare globale;

- evidenziare quanto siano minacciati e quanto la nostra vita dipenda da essi;

- mettere in luce l’importanza del loro contributo allo sviluppo sostenibile;

- fermare la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi.


Le Api, come altri impollinatori, (farfalle, pipistrelli e colibrì) permettono a molte piante di riprodursi, comprese numerose colture alimentari (87 dei principali prodotti agricoli nel mondo) come, ad esempio albicocco, ciliegio, girasole, mandorlo, melone, pesco, zucchine…solo per citarne alcune.

Dal loro lavoro dipendono il 90% delle piante da fiore selvatiche, oltre il 75% dei raccolti alimentari mondiali e la resa del 35% dei suoli coltivati.


Senza l’impollinazione i fiori smetterebbero di dare vita a nuove piante e con la loro mancanza il Pianeta diventerebbe povero e arido smettendo di produrre ogni tipo di nutrimento.


L’impollinazione è un processo in cui l’uomo non può intervenire.

L’impollinazione artificiale è una possibilità che stiamo cercando di studiare per il futuro, ma al momento i costi sono molto alti e, comunque, non si potrebbero garantire uguali efficienza e risultati rispetto a ciò che si verifica naturalmente grazie alle Api.


Esse svolgono quindi un ruolo insostituibile e fondamentale.


Tra gli impollinatori, le specie del genere Apis sono le più numerose: oltre 20.000 in tutto il mondo, gran parte delle quali selvatiche. La più popolare è l’Ape domestica: Apis mellifera, conosciuta nel mondo come Ape Italica.

Le Api svolgono da sempre un ruolo importantissimo anche perchè garantiscono costantemente il mantenimento della biodiversità e della conservazione della Natura.

È proprio grazie alle Api che disponiamo di buona parte della frutta e della verdura che mangiamo.

E’ necessario curare e mantenere un ecosistema sano e vitale per la sopravvivenza della Terra perché se si sottrae una fonte di nutrimento ad una specie, nella catena alimentare, significa eliminare a cascata le fonti di cibo per tutte le altre.


Pensa: una sola Ape impollina mediamente 700 fiori al giorno; un alveare, costituito da circa 20.000 api "bottinatrici", può arrivare a 14 milioni di fiori al giorno "bottinando" nettare per un raggio di 3 chilometri e impollinando un’area di circa 3.000 ettari



MA LE API STANNO MORENDO SEMPRE DI PIU' E IL LORO NUMERO SI E' NOTEVOLMENTE RIDOTTO



I tassi di estinzione sono attualmente da 100 a 1.000 volte più alti del normale a causa dell'impatto delle attività umane.

I dati relativi alle morie sono facilmente sottostimati perchè le informazioni - e quindi la raccolta dei dati - sono su base volontaria.


Quali le cause?

- distruzione, degrado, depauperamento, sovrasfruttamento, frammentazione degli habitat e degli ecosistemi;

- semplificazione del paesaggio con eliminazione di fasce inerbite, siepi, filati e boschetti;

- monocultura e agricoltura intensiva;

- cambiamenti climatici;

- morte per fame delle Api per minore disponibilità e qualità delle risorse alimentari;

- attacchi di agenti patogeni (virus, batteri e funghi) e parassiti (principalmente insetti e acari);

- cambiamento culturale e commerciale delle pratiche di apicoltura;

- uso di pesticidi usati in agricoltura;

- lotta agli insetti parassitari ed diserbo nelle aree urbane e periurbane;

- prodotti chimici utilizzati negli alveari contro i parassiti e i patogeni delle colonie;

- uso di OGM: ha causato una forte riduzione del numero delle Api che preferiscono andarsene piuttosto che adattarsi e che sono in grado di trasmettere ai propri simili questo messaggio;

- radiazioni elettromagnetiche delle apparecchiature di telefonia mobile (secondo uno studio condotto dall’Università di Landau in Germania) in quanto le disorienterebbero e allontanerebbero;

- mancanza di etica nella catena di produzione del cibo, che si basa sullo sfruttamento umano a vantaggio dei guadagni di pochi.


Insomma, abbiamo ampiamente compreso - ma lo sapevamo già benissimo - come le Api siano essenziali per la nostra vita e per quella dell’intero Pianeta, ma ricordiamoci anche che la produzione del miele non è il vero motivo per cui è importante salvaguardarle: è in gioco qualcosa di molto più grande.

Il problema è mondiale e coinvolge anche altri organismi: le Api non sono le uniche a soffrire (anche tutti gli altri impollinatori), ma sono quelle che attirano maggiormente l’attenzione perché il loro lavoro ha un valore economico per ciò che producono per il nostro consumo: un workshop organizzato da APAT (Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) ha stimato un danno economico globale di circa un miliardo di Euro.


Qualcosina si sta facendo: in Europa, sono state vietate 22 sostanze tossiche, cancerogene, mutagene oppure contemporaneamente persistenti e tossiche negli anni passati e, nel 2018, sono stati aggiunti altri 3 pesticidi nocivi proprio per le Api e gli impollinatori.

Questo riduce i rischi ma non li elimina: bisogna arrivare al bando totale di queste sostanze perché, lasciandole in commercio per le coltivazioni in serra, non è escluso il rischio di contaminazione dell’ambiente esterno ed anche l’utilizzo illecito.

Inoltre ci sono altre sostanze chimiche altrettanto dannose e diventa quindi necessario applicare gli stessi standard a tutti i pesticidi e, soprattutto, ridurre l’uso di pesticidi sintetici e sostenere la transizione verso metodi ecologici di controllo dei parassiti.


E ancora: non è accettabile che le importazioni riescano ad aggirare le norme previste in Italia ed in Europa, grazie agli accordi di libero scambio. E’ necessario che dietro tutti gli alimenti sia presente un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro.


E’ possibile anche adottare una serie di misure per ridurre gli effetti negativi promuovendo un’agricoltura sostenibile che diversifichi il paesaggio e adotti processi ecologici come parte della produzione alimentare.

Ad esempio:

- realizzare siepi o strisce tra i filari della colture (erbacee, arboree e di piante selvatiche da fiore) per creare una maggiore diversità di habitat degli impollinatori;

- ridurre i pesticidi e sostituirli con sistemi alternativi per controllare i patogeni, i parassiti e le erbe infestanti;

- migliorare le pratiche di allevamento delle Api domestiche rispetto al controllo dei parassiti e dei patogeni unitamente ad una regolamentazione del commercio e dell’uso di impollinatori.


Ma - e c’è sempre un ma - dall’altra parte, nel giugno 2007 il Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura dell'Unione Europea ha approvato un nuovo regolamento che permette, a partire dal 1 gennaio 2009 una tolleranza, senza etichettatura, di OGM nei prodotti biologici e non "in misura non superiore allo 0,9%", a tutto vantaggio e per la gioia delle multinazionali.


Quindi che fare?


Come sempre boicottare marche e prodotti che contengano OGM o che non sono chiari nell’etichettatura e favorire quelli provenienti da agricoltura biologica, prodotti in modo sostenibile e "OGM free".

Non consumare miele, propoli, pappa reale per questi motivi e per quelli a breve descritti.


C’è ancora un altro spunto di riflessione che VivereV vuole mettere in evidenza, non secondario: quello "animalista".

La scelta, non solo di non uccidere, ma anche di non vivere sullo sfruttamento di qualsiasi animale.

Sapevi che l’Ape Regina viene inseminata artificialmente e le vengono tagliate le ali?



Il consumo di miele, propoli e pappa reale derivano comunque dallo sfruttamento di questi nobili insetti.


Per le Api il miele costituisce il loro alimento di riserva per i mesi invernali.

Bisogna sapere che gli allevamenti intensivi (perché ci sono anche quelli per le Api) nei mesi invernali nutrono le Api con sciroppo di zucchero, il quale ha un valore nutrizionale non paragonabile a quello del miele di cui si ciberebbero.

Gli animali non hanno a disposizione il loro cibo per cui hanno tanto lavorato e, per contro, ciò che viene loro fornito non le rende più immuni da malattie. E quindi…anche qui: ANTIBIOTICI!!!

Non solo: il loro ciclo vitale è regolato dall’uomo e, quando la produzione cala, le Api spesso sono abbattute e sostituite

Inoltre bisogna aggiungere che il procedimento di verifica dell’alveare e di estrazione del miele comporta il ferimento e la morte di molte Api. Anche nei migliori sistemi di allevamento rispettosi del "benessere animale" è inevitabile che ciò avvenga ad un certo numero di individui.


Il miele non è un alimento fondamentale per l’uomo.



Per dolcificare si può facilmente sostituire con sciroppo d’acero o di agave o con melassa (molto salutare perché ricca di ferro, calcio e sali minerali).

Oppure usare il malto d’orzo o di riso.

Altro dolcificante benefico per la nostra salute è la Stevia: è naturale, dolcifica 300 volte più dello zucchero, non ha calorie, contiene minerali e vitamine, flavonoidi antiossidanti ed è utile per controllare il colesterolo cattivo, l’ipertensione e la glicemia.


Mentre, al posto del propoli, si può usare benissimo l'efficace e potente O.E. di Timo Rosso. Se vorrai sapere come usarlo potrò darti indicazioni precise!


Come vedi la Natura ci offre sempre comunque buone e valide alternative senza necessariamente vivere sulla sofferenza e la morte di esseri viventi nostri Fratelli su questa Terra.


Quindi impariamo ad amare e rispettare questo grande piccolo animale così importante (sotto tutti gli aspetti, come abbiamo visto) e fondamentale per le nostra vita e quella di tutto il Pianeta!!!


E a vederla vivere!!! Così:



Fonti:


Jean Chevalier – Alain Gheerbrant “Dizionario dei Simboli – Miti, Sogni, Costumi, Forme, Figure, Colori, Numeri”, Bur Dizionari Rizzoli




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