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SACRIFICI INUTILI

Aggiornamento: 1 set 2022

Sperimentazione animale




"Primum non nuocere" - Ippocrate

VivereV ha già parlato di questo argomento in La Bella e la Bestia circoscrivendolo ai soli prodotti cosmetici e di pulizia.


Siamo vicini al 24 aprile, data in cui ricorre la Giornata internazionale degli animali "da laboratorio", istituita per richiamare l'attenzione pubblica riguardo alle morti silenziose dei tanti esseri viventi torturati e uccisi ogni giorno - perlopiù - in nome di una falsa scienza, e per questo rivediamo il tema nella sua globalità.


Ogni anno nel mondo vengono utilizzati per la vivisezione circa 300 milioni di animali. Nel nostro paese sono 1 milione, 12 nell’U.E. ma il numero è anche maggiore perché non sempre viene dichiarato il numero effettivo e perché nelle statistiche non rientrano invertebrati, feti e quelli già utilizzati e soppressi.


Per cosa viene applicata?


Il 30% riguarda la medicina (compresi quelli di parabiosi, in cui due o più animali vengono cuciti insieme per formare gemelli siamesi o per trapiantare teste di scimmie come ha fatto Robert White. Il 70% è relativo ad esperimenti per testare prodotti cosmetici, industriali (detersivi, saponi, inchiostri, pesticidi, fibre tessili sintetiche, conservanti alimentari, articoli in plastica, disinfettanti, ecc), bellici (gas tossici, radiazioni nucleari, armi batteriologiche, nuovi proiettili, ecc.), prove psicologiche comportamentali, o per qualsiasi altro esperimento che permetta ai ricercatori di raggiungere una “cognizione scientifica”.

Normalmente non viene praticata anestesia e, quando viene utilizzata, dura solo per una parte dell’esperimento.

Ma la sofferenza degli animali inizia già prima: sono tenuti in stanze prive di finestre in gabbie molto piccole con grate metalliche sul fondo per facilitare le pulizie, spesso tenuti isolati, maltrattati, affamati e resi dipendenti da droghe e alcool. In queste condizioni di per sé già aberranti spesso si automutilano a causa dello stress.

Ogni giorno ne muoiono a migliaia per avvelenamento, ustioni, mutilazioni, infezioni e altre malattie.



Dove si svolgono le sperimentazioni sugli animali?


Nei laboratori delle industrie chimiche e farmaceutiche, in quelli delle università (per le quali rappresenta un guadagno economico), degli ospedali e degli istituti di ricerca pubblici.

Esempi:

- Università di Padova: ha usato uccelli in ambito didattico per studiare gli effetti della deprivazione del sonno;

- Sempre a Padova la Corit svolge studi sugli xenotrapianti (dall’animale all’uomo) utilizzando cani e suini;

- Fatro di Ozzano Emilia (Bologna) utilizza suini, caprini, ovini, bovini e uccelli per studi farmacologici;

- A Reggio Emilia Izler e Acme Srl usa asini, cavalli e ibridi per studi farmacologici e l’Università di Bologna fa ricerche sulle lesioni e i tendini;

- L’Istituto Superiore della Sanità fa impiego di scimmie per lo studio di vaccini.

Ma la lista delle università e delle aziende è molto lunga..




Quali animali vengono impiegati?


I roditori (topi e ratti) sono i più utilizzati (circa 80%) più che per motivi scientifici perché costano poco, sono più maneggevoli e facili da trasportare. Ma sono utilizzati anche conigli, scimmie, cani, gatti, uccelli, cavalli, asini, suini, caprini, ovini, mucche, furetti, rettili, pesci... Non viene risparmiato nessuno e tutti provengono o da appositi allevamenti che riforniscono la vivisezione o catturati in natura (56% dei primati).

Riguardo ai cani, i beagles sono preferiti perché robusti e socievoli, per la loro taglia, la resistenza cardiaca e il pelo corto (che facilita iniezioni e prelievi).




Cosa viene fatto agli animali?


In Italia le sostanze come fumo, alcol e droghe vengono ancora testate su migliaia di animali, compresi cuccioli e femmine incinte, come detto di solito senza anestesia.

Vengono costretti ad inalare l’equivalente di 266 sigarette al giorno o i vapori dell’alcol. Poi uccisi e sezionati.

Uno dei test più comuni per verificare il grado di tossicità di un farmaco è quella della LD 50 (Dose Letale 50%).

Ogni prova richiede tra i 50 e i 60 animali ai quali viene forzatamente introdotta nello stomaco, o fatta inalare come gas, una sostanza che serve a verificare quanta ne occorre per uccidere la metà degli animali.

Gli animali, dopo questa somministrazione, vengono lasciati soffrire fino a 2 settimane con effetti come: vomito, diarrea, sanguinamento da occhi o bocca, convulsioni, spasmi, soffocamento

Il Draize test: le sostanze vengono utilizzate negli occhi, sulla pelle abrasata, fatte inalare e ingerire anche per diversi anni. Dopo prolungate e atroci sofferenze gli animali vengono uccisi.

Per l’LD50 e il Draize test vedi anche La Bella e la Bestia.

Per l’industria bellica, alla ricerca di modi sempre più sofisticati per uccidere e mutilare gli umani, si continua a sperimentare su conigli, pecore, cani, maiali, topi, ratti, porcellini d’India e scimmie con gas lacrimogeni negli occhi di conigli coscienti, con gas nervini sulle scimmie e altri animali, con acido cianidrico sui cani, con spari con proiettili di gomma e plastica sulle pecore, bruciando vivi i maiali (per verificare gli effetti delle ustioni, sic! senza parole…).

Molti medici della Royal Victoria Hospital di Belfast hanno affermato che, anche in questo caso, gli esperimenti non hanno alcun valore scientifico.



A chi interessa?


Gli esperimenti sugli animali rappresentano anche un facile sistema per fare carriera, tramite resoconti e pubblicazioni che nei concorsi vengono valutati in modo considerevole. Queste pubblicazioni faranno pubblicità ai ricercatori e permetteranno loro di ricevere sussidi finanziari (cioè denaro pubblico) messi a disposizione dai vari CNR.

La sperimentazione alimenta inoltre un enorme giro d’affari che coinvolge gli allevamenti di animali da laboratorio, le aziende che producono le attrezzature come gli stabulari per le cavie e gli strumenti di contenzione per tenerli fermi durante alcuni esperimenti (commercio molto redditizio) e gli istituti di ricerca (che ricevono ingenti fondi pubblici), ad esempio.

Ma anche il commercio degli animali stessi: online è ormai possibile acquistare un po’ di tutto, come qualsiasi altra merce: topi modificati geneticamente, ratti immunodeficienti, cani con le corde vocali recise e gatti portatori di qualsiasi malattia.

La Charles River Laboratories è una delle più grandi multinazionali che alleva e vende animali da laboratorio (in Italia è in provincia di Como). Attraverso il suo sito si può sfogliare un nutrito catalogo di animali sani o portatori di malattie di ogni genere o con alternazioni chirurgiche: topi, ratti, conigli, criceti, porcellini d’india, femmine in lattazione e nidiate.



Si sono ottenuti dei risultati?


Per amore di obbiettività bisogna dire che la sperimentazione, specialmente in passato, è stata utile per l’uomo.

Alcuni esempi: per la flebo, per migliorare le tecniche di chirurgia a cuore aperto e gli innesti di bypass nelle arterie, per individuare i modi per neutralizzare il rigetto degli organi trapiantati.

Fleming scoprì l'attività antibiotica della penicillina e Pasteur dimostrò la teoria dei germi in medicina.



Ha ancora senso ed è ancora necessaria la vivisezione?


Cominciamo con un semplice esempio: un essere umano di 50/70 chili non è certo come un topo e non è granchè affine ad esso, tra l’altro la sua vita è di circa 3 anni.

Gli animali non sono come noi: ogni specie è differente ed unica per caratteristiche bio-chimiche, morfologia, fisiologia, patrimonio genetico e reazioni ai virus e ai batteri.

Questo è un motivo già di per sé sufficiente perché i test, oltre ad essere crudeli, risultano inattendibili e fuorvianti.

Fumo, amianto, arsenico, benzene, alcool e lana di vetro sono alcuni esempi di sostanze risultate innocue per gli animali ma dannose per l’uomo.


Studi hanno dimostrato l’inutilità degli esperimenti per l’uomo perché ci sono parecchie variabili: età, sesso, specie (i risultati cambiano persino nell’uso di diversi ceppi della stessa specie!), alimentazione, condizioni di salute, temperatura ambientale, ecc.

Ogni specie animale - tra cui ovviamente quella umana - reagisce in modi completamente diversi.



Tanti sono stai i casi di sperimentazioni errate, qualche esempio: il Talidomide, un tranquillante che negli anni sessanta causò la nascita di 10.000 neonati deformi, l’ Isoproterenol, uno spray che nel 1973 uccise migliaia di asmatici. Questi farmaci hanno superato la prova sugli animali ma avuto effetti devastanti sugli uomini.

Ma questi errori continuano ancora oggi a fare vittime: il Mediator, farmaco usato per il diabete e l’obesità ha danneggiato migliaia di pazienti causandone la morte in molti casi. E’ stato ritirato nel 2011 e la casa farmaceutica che lo produceva, la Servier, condannata a 2,7 milioni di € di ammenda.


Anche solo lo stress a cui vengono sottoposti gli animali invalida già di per sé i risultati degli esperimenti, rendendoli inattendibili. Lo stesso esperimento su animali geneticamente identici ma in laboratori diversi dà spesso risultati differenti.

Inoltre, la sperimentazione finale viene poi comunque fatta sull’uomo, rendendo vana la sofferenza e la morte di milioni di animali.

Il mondo scientifico internazionale ha ormai riconosciuto questo concetto.


Il 95% dei test su animali non supera le prove cliniche per gli esseri umani!!! (FDA nel report “Challenge and opportunity on the critical path to new medical products”).


Esistono sistemi alternativi e quali sono?


Ci sono metodi che permettono di sostituire gli animali nella sperimentazione, ma anche di contenerne le sofferenze.

- Importanti risultati si ottengono con le colture cellulari che portano a dati parziali ma attendibili perché viene utilizzato materiale biologico della specie umana;

- Simulazioni al computer con modelli matematici e speciali software che permettono una previsione degli effetti biologici di alcune sostanze;

- Moderne tecniche come TAC e risonanza magnetica per lo studio sul cervello umano sostituiscono sperimentazioni su primati;

- Metodi basati direttamente sull’uomo come la ricerca clinica, epidemiologica, statistica, le analisi chimiche, ecc;

- Didattica effettuata senza animali con modellini di animali ed esseri umani, video, simulazioni computerizzate, colture cellulari e pratica clinica;

- La genomica (branca della biologia molecolare che si occupa dello studio del genoma degli organismi viventi) è ormai orientata verso la previsione dello sviluppo di possibili malattie e la valutazione anticipata dell’efficacia di nuovi farmaci;

- Organi bioartificiali;

- Microchip al DNA;

- Microcircuiti con cellule umane.



La sostituzione completa degli animali nella sperimentazione è purtroppo ancora molto lontana, ma oggi almeno non la si utilizza più per:

- Crash test di automobili;

- Test di gravidanza;

- Test atti a verificare la contaminazione batterica di farmaci;

- Verifiche igienico–sanitarie su alimenti;

- Esercitazioni per scopo didattico;

- Test di tossicità su sostanze chimiche, come l’assorbimento cutaneo, la mutagenesi e la genotossicità, la fototossicità, l’embriotossicità.


Cosa va fatto per combattere la sperimentazione sugli animali?


- Investire maggiormente sui metodi sostitutivi senza uso di animali;

- Istituire di un registro ufficiale sempre aggiornato di questi metodi;

- Maggiore competenza e formazione degli sperimentatori e dei valutatori (anche un laureato in fisica può lavorare con gli animali e il responsabile degli interventi chirurgici sui macachi della ricerca Light-up è uno psicologo…);

- Migliorare il benessere degli animali nei laboratori;

- Utilizzare personale competente a valutare il protocollo farmacologico e la necessaria prevenzione del dolore;

- Ottenere la trasparenza delle procedure. E’ un nostro diritto sapere cosa avviene dentro i laboratori finanziati dalle tasse di tutti, quindi anche da coloro che sono contro la vivisezione.


A livello individuale:

- Non utilizzare più nessun prodotto testato su animali (cosmetica, pulizia della casa, prodotti per animali) - vedi la Lista cruelty free;

- Non fare donazioni ad associazioni per la ricerca come AIRC, AISM, ANLAIDS, Telethon, Comitato 30 ore per la vita e molte altre. Finanziano gli esperimenti su animali;

- Non dare il 5 per mille delle tasse a queste stesse associazioni o alle università: TUTTE le facoltà ad indirizzo biomedico praticano la vivisezione, a nostre spese;

- Non ricorrere a farmaci se non quando strettamente indispensabile: esistono diverse metodi di cura alternative naturali efficaci come la fitoterapia, l'aromaterapia, l'omeopatia, l'agopuntura, la medicina Ayurvedica, lo yoga, ecc. (vedi anche Profumi Celestiali, Temperatura, La Medicina del Risveglio, La Memoria del Corpo);

- Fare obiezione di coscienza: l'Italia è il primo paese al mondo ad avere riconosciuto il diritto all'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale (L. 413 del 1993), sia per studenti che per ricercatori. Ma ancora pochi conoscono questo diritto e - malgrado la legge i corsi di studio universitari che non ricorrono all'uso di animali non sono sostenuti con nessun budget impedendo di fatto a molti l'esercizio di questo diritto.

- Anche se è una piccola goccia nell’oceano, adottare un animale salvato dai laboratori: roditori, conigli, a volte cani e gatti possono essere adottati;

- Dedicare un po' di tempo a varie attività che si possono svolgere anche da casa contro la vivisezione;

- Distribuire informazioni e materiale divulgativo.



Qual è l’opinione delle persone sulla sperimentazione?


Nel 2016 l’84% degli italiani (Eurispes) era contrario alla sperimentazione animale.

Malgrado ciò tutto quello che le persone utilizzano nelle loro giornate è testato su animali, ciò significa che dall’essere contrari idealmentre bisogna passare alla pratica delle azioni e delle scelte.


La maggior parte dei Paesi europei e gli USA stanno stanziando fondi per la sperimentazione alternativa. Solo l’Italia investe ancora su metodi fallimentari e crudeli.



Della vivisezione si ha paura, si preferisce non sapere più di tanto per non stare male o sentirsi responsabili ("No, non me lo dire perchè se no sto male") e si preferisce far finta di niente e chiudere gli occhi davanti a tutta questa realtà atroce.


Non possiamo più farlo se abbiamo una coscienza e se vogliamo davvero rispettare la Natura e la Vita: non solo ne facciamo parte ma siamo un tutt'uno con esse.

Se consideriamo la Vita sacra e capiamo che nessuno ci ha dato diritto di vita o di morte su i nostri simili e gli altri esseri viventi.


"Primum non nuocere" - Ippocrate

Ma ora che sai puoi prendere una posizione contro tutta questa sofferenza e questa morte inutile agendo come sopra VivereV ti ha spiegato.


Fonti:


Grazie per l'attenzione prestata verso un argomento così pesante e doloroso ma necessario per poter conoscere e scegliere.





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