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PACHAMAMA

Aggiornamento: 1 set 2022

Sacralità della Terra




22 Aprile: GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

Conosci questo simbolo?

Si, è una spirale, immagine molto antica che risale addirittura al Paleolitico e che riveste grande significato ed importanza in tante culture, specialmente in quella celtica e dei nativi d'America. E' un simbolo strettamente connesso a concetti di estensione, sviluppo, emanazione e continuità ciclica della Vita.


Ed è anche quello della Pachamama di cui oggi VivereV ti vuole parlare: tanti sanno di cosa si tratta ma forse non tutti...


Pachamama - o Pacha Mama - nella lingua Quechua significa “Madre Terra”, “Madre Universo” o ”Madre dello Spazio e del Tempo” (più letteralmente): divinità venerata dagli Inca e da altre popolazioni delle Ande e, ancora oggi, da coloro che si riconoscono nella cultura Inca e per i quali, anche se cristianizzati, rimane una presenza forte nei loro cuori.


A dire la verità è addirittura più popolare ai giorni nostri rispetto al passato perché si è diffusa un po’ dappertutto, come simbolo di amore per la Terra, anche nella nostra cultura.


E’ una Dea generosa, che dà la Vita: i monti sono i suoi seni, i campi il suo fertile utero e i fiumi il latte che nutre ed è fonte di Vita.

Rappresenta la Grande Dea Madre, la Dea della Terra, dell’agricoltura, dei raccolti e della fertilità. Dà la vita, conforta, dà protezione e fornisce cibo ai suoi figli.

Per questo essi devono prendersi cura di Lei e renderle omaggio perché può rivelarsi anche terribile e crudele: terremoti e inondazioni sono i suoi segnali per ricordare agli Uomini di non scordarsi di venerarla.


Pachamama non rappresenta solo la nostra Terra intesa come l’intero Pianeta, ma comprende molto di più: la stessa Natura in contatto e connessione profonda con gli Uomini con i quali interagisce.



Quello della Pachamama è uno dei culti più antichi della storia spirituale della Terra, probabilmente nato insieme all’uomo (in tutte le culture antiche si trova il concetto della Terra come madre da amare e rispettare) e tipico delle popolazioni andine delle civiltà precolombiane.



Anticamente tutte le culture del mondo si basavano sul concetto della Madre Terra perché la connessione tra loro e la Terra era molto forte.


Non è più accettabile il concetto che i popoli di culture antiche siano ignoranti e arretrate: in realtà siamo noi ad aver perso lo stretto contatto con la Terra e questo tipo di conoscenza e spiritualità profonde. E i risultati si vedono abbondantemente nel Pianeta così come nel nostro "stile di vita"…


Il culto della Pachamama tocca il suo picco nell’epoca della civiltà Inca, verso il XII secolo d.C.

Arrivando più vicini a noi - nel 2006 - in Bolivia è diventata il simbolo della rivendicazione di un’identità culturale e di una tradizione in contrapposizione agli attacchi di movimenti paramilitari di estrema destra. Purtroppo nel 2019, con il golpe militare di questo Paese, gli indigeni sono diventati bersaglio di attacchi e violenze e il simbolo della Pachamama visto come un “rito satanico”.

Le popolazioni andine sono state oggetto di “esorcizzazioni” con riti ecclesiastici. Purtroppo anche molti preti hanno messo in atto profanazioni bruciando pubblicamente le statuette di Pachamama.


Nello stesso anno popolazioni andine con le statuine di Pachamama si sono recate da Papa Francesco. Gli ultracattolici hanno mobilitato più di 100 studiosi che definirono questo episodio come “sacrilegio”, “idolatria”, “inganno diabolico di Pachamama”, ecc. e buttarono nel Tevere le statuette.



Il Papa si è poi scusato con chi è rimasto offeso da questo orribile, irrispettoso e dissacrante gesto messo in atto nei loro confronti.


IL MITO


Pachamama, sposa (e sorella) di Pachakamac - il Dio del Cielo - diede alla luce due gemelli: un maschio e una femmina.

Spesso nei miti andini il padre muore o sparisce in mare o rimane prigioniero in un’isola, ed anche in questo caso fu così.

Rimasta sola e nell’oscurità che regnava sulla Terra, Pachamama vide una luce in lontananza e, con i suoi figli, decise di raggiungerla ma per far questo dovette superare montagne, attraversare lagune e combattere contro mostri (il nostro percorso interiore che ritroviamo anche nel senso profondo delle nostre fiabe). Finchè arrivò alla grotta Wakonpahuin, così chiamata perché abitata da un uomo che si chiamava Wakon, il quale stava cucinando e chiese ai bambini di andare a prendere dell’acqua. Durante la loro assenza Wakon cercò di sedurre Pachamama la quale lo respinse. L’uomo allora la uccise, la divorò e mise i resti nella pentola.

Quando i gemelli tornarono e chiesero della madre egli disse solo che si era allontanata e che sarebbe tornata.

Ma il tempo passava e Pachamama non tornava, così Huaychau (l’uccello che annuncia l’alba) si impietosì e raccontò loro l’accaduto mettendoli in guardia dal pericolo rappresentato da Wakon. Allora i bambini, mentre l’uomo dormiva, legarono i suoi capelli ad una grossa pietra e scapparono. Durante la fuga incontrarono la volpe Añas che li protesse nascondendoli nella sua tana.

Quando Wakon riuscì a liberarsi si mise alla ricerca dei gemelli ma nessun animale a cui chiese informazioni seppe dargliene, finchè incontrò Añas che, mentendo, gli disse che si trovavano in cima ad un monte e che, se avesse imitato la voce della madre, i bambini sarebbero arrivati.

Quando egli si mise alla loro ricerca si imbattè nella trappola che la volpe aveva preparato per lui e morì cadendo in un burrone provocando un forte terremoto.

Così i bambini vissero con Añas ma, stanchi del suo sangue con cui li nutriva, andarono alla ricerca di patate e ne trovarono una a forma di bambola con la quale si misero a giocare fino a che non si ruppe e si addormentarono. La sorellina sognò di lanciare il cappello ed i vestiti in aria e che questi rimanevano sospesi in alto. Al risveglio raccontò il sogno al fratellino ed insieme cercarono di capirne il significato ma, mentre erano intenti a fare ciò, videro una corda che scendeva dal cielo e vi si arrampicarono. In cima trovarono il loro padre Pachakamac che ebbe pietà delle loro disavventure e li trasformò nel Sole e nella Luna.

Ma Pachamama rimase sempre in basso (il legame forte fatto di contatto fisico con la Terra) prendendo la forma di un grande nevaio che, ancora oggi, si chiama La Viuda (la vedova).


IL CULTO OGGI


Ancora oggi le popolazioni andine, nel mese di agosto, praticano il rito del ringraziamento alla Pachamama restituendo alla Madre Terra il nutrimento che essa ha donato loro.

Viene scelto il luogo più alto perché sia più vicino al Sole (il Dio Inti).

Ogni partecipante porta cibi cucinati appositamente e li pone - ringraziando la Madre Terra - in una profonda fossa scavata per la cerimonia.



Poi la buca viene ricoperta e ciascuno di loro pone sopra una pietra formando così, pian piano, una montagnetta di sassi che viene chiamata Apachete.


I due solstizi e i due equinozi sono date importanti per celebrare Pachamama perchè scandiscono il suo ritmo ciclico e, quindi, anche quello dell’Uomo.

Attualmente per i Quechua, gli Aymara e i loro discendenti è comune combinare il culto tradizionale della Pachamama con la religione cattolica (predominante nei paesi sudamericani). Per questo, molto spesso venne invocata attraverso la figura della Vergine Maria. I riti e le offerte alla Madre Terra vanno in parallelo ad altre feste e riti tipici del cristianesimo.


L’ECONOMIA CIRCOLARE


Se ne parla tanto oggi come condizione importante di sostenibilità.

Ma tra queste popolazioni è così che funziona da sempre.

La loro economia si basa sul dare e il ricevere.

Ciascuno ha sempre messo a disposizione della comunità ciò che artigianalmente aveva creato, senza soldi in cambio, perché qualcun altro avrebbe condiviso a sua volta il proprio operato.

Ancora oggi in Perù, durante le cerimonie, ognuno porta cibo o bevande mettendo tutto insieme su un telo e condividendo con tutti i presenti. E questo viene fatto con spontaneità e con il cuore perché per loro è normale condividere.



Se qualcuno si reca da un curandero porta in dono qualcosa di prezioso per ottenere successo nella guarigione. Questo avviene non perché il curandero sia esoso ma perché viene riconosciuta l’importanza e la preziosità del suo operato.

Quindi viene dato il giusto valore e riconoscimento alle cose: chi ha donato si ritrova poi a ricevere a sua volta, magari anche il doppio e, a sua volta donerà il doppio.

Questa economia del dare e del ricevere è circolare: diventa come un circolo vizioso ma, in questo caso, positivo perchè ciascuno rimane soddisfatto e non viene escluso nessuno.


LA SPIRITUALITA’


Il culto di Pachamama rivela un tipo di spiritualità panteistica dove tutto è sacro e divino: sacra è la Terra e sacri i suoi Esseri Viventi.

Non è un tipo di credo matriarcale (i sacerdoti sono uomini) ma denota una vocazione a rapportarsi con la Terra in modo molto rispettoso e sacro, a differenza di quanto esprimano le religioni propriamente patriarcali che, di norma, non tengono in debito rispetto l’ambiente e gli animali ma che - anzi - spesso e volentieri li ignorano, o quantomeno rappresentano uno tra gli ultimi valori.

Torniamo quindi al concetto che questi popoli - così considerati "sottosviluppati" - abbiano nella loro cultura non solo maggior rispetto per la Terra, ma anche una maggiore attenzione verso le donne e i bambini, come soggetti più deboli. Non solo, gli anziani rivestono un ruolo preminente nella loro società in quanto depositari di conoscenza e saggezza.

La popolazioni indigene celebrano la Madre Terra e la ringraziano sempre per aver loro donato la vita.

La ringraziano prima di mangiare e, se si trovano nella Natura, donano un po’ di quel cibo alla Terra. Non donano però i loro avanzi, bensì ne preparano uno appositamente per Lei.

Allo stesso modo, prima di bere, le donano anche delle gocce della loro bevanda.

Anche i primi frutti di un raccolto vengono donati alla Madre Terra.


La sacralità e le celebrazioni si manifestano in ogni giornata perché la Vita tutta è sacra.

E si celebra anche con l’antica danza del dare e del ricevere che avviene tra esseri umani, tra umani e animali e tra umani e Madre Terra.


Pachamama rappresenta il principio femminile, legato profondamente alla vitalità della Madre Terra che si contrappone al Dio del Sole Inti.

Mentre Inti veniva venerato dalle classi più ricche, dai nobili e dai guerrieri, Pachamama rappresentava la Dea protettrice di coloro che vivevano dei frutti della Terra, ma anche degli Animali e di ciò che la Foresta offriva loro.

Insomma, di chi era a stretto contatto con la Natura e tutte le sue energie.



Anche se i sacerdoti erano uomini, tutti coloro che erano a Lei devoti - vecchi, bambini, donne, malati - erano per Pachamama oggetto di materna attenzione.

Quindi una divinità che si rapporta con tutti: è per tutti coloro che abitano questa Terra e ne conoscono il territorio.


La sua forza risiede nell’unione di semplicità e potenza, considerati doni dell’Universo al Pianeta ed entrare nella sua frequenza mette l’Uomo in sintonia con l’energia della vita.

La sua voce e il suo respiro è dappertutto in un contesto naturale ed invita alla gioia, alla voglia di vivere e di godere di essa e di tutto ciò che ci dona: così potremo onorare veramente e al meglio il suo valore.


Ma da Pachamama dovremmo imparare non solo a non danneggiarla ma a conoscerla, comprenderla come la nostra unica e meravigliosa casa, captare la sua magia e la sua energia riconoscendole come fonti di benessere e gioia per la nostra vita.


Perché Pachamama è parte di te e tu parte di Lei.


VivereV ti esorta ad aprire i tuoi sensi dell’empatia per renderti conto di far parte di un grande tutto connesso.

Molte religioni o correnti spirituali sono basate sulla gerarchia (conseguenza della nostra società) ma la Natura non ha gerarchie: gli indigeni infatti si siedono in cerchio, non c’è chi presiede da un pulpito nè persone presenti come "spettatori".



Il cerchio - simbolo antico presente in tutte le culture - non ha né inizio né fine ed in esso non esiste chi è meglio o chi è peggio.

Questo tipo di spiritualità - quello della Madre Terra - non possiede il senso del giudizio perchè comprende in sè tutti gli esseri viventi: tutti rivestono la stessa importanza.


Per la nostra cultura spesso il corpo diventa un fardello da portare faticosamente fino alla fine.

In questa concezione rappresenta invece il tempio in cui l’anima di Madre Terra si esprime in modo vivo e creativo.



Allora è importante riscoprire questo nostro corpo ed imparare a sentire la sua sacralità, imparare a sviluppare i nostri sensi e la nostra intuizione e a dare loro fiducia.


Imparare a sorridere di più, a sentire la vita dentro di noi e intorno, a gioire di essa e a danzare al ritmo della nostra Madre Terra.



Spero che tutto ciò ti possa essere utile per scoprire una prospettiva diversa di approccio alla Natura e alla nostra Madre Terra, per vibrare maggiormente in te stesso e con Lei.


Fonti:




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