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NUOVI ACQUISTI 2

Aggiornamento: 1 set 2022

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VivereV continua oggi il discorso iniziato in Nuovi acquisti 1 guardando a tutt’altri tipi di prodotti.


Questa volta ti parlerà di monopattini e auto elettriche, oggetti in bambù e...pannolini/pannoloni e assorbenti.

Trasporti












I monopattini, ormai entrati a far parte del nostro traffico come ultimo baluardo della micromobilità, e le auto elettriche sono mezzi concepiti (e percepiti) come una buona soluzione all’inquinamento.


Siamo sicuri che siano davvero così poco inquinanti?


Un recente studio solleva alcuni dubbi perché, se è vero che non inquinano direttamente gli ambienti in cui viviamo, è anche vero che esiste l’inquinamento da batterie, a cui di norma non si pensa (così come per mille apparecchi che usiamo nella nostra vita).

E’ in inglese ma qui di seguito riporto la traduzione:

"Il consumo di batterie ricaricabili è in rapido aumento. L'elevata domanda di metalli specifici per la produzione delle batterie e l'impatto ambientale dovuto allo smaltimento delle batterie rendono essenziale il riciclaggio e il recupero dei materiali delle batterie esaurite. Sono stati pubblicati alcuni articoli di revisione sul riciclaggio delle batterie, principalmente sulle tecnologie per il recupero dei materiali e alcuni sulla valutazione del ciclo di vita (LCA). Per sviluppare un'industria delle batterie veramente sostenibile, tuttavia, il riciclaggio delle batterie deve essere commercialmente fattibile. Tuttavia, sono disponibili informazioni molto limitate sull'economia del riciclaggio delle batterie. Questo documento esamina le tecnologie e gli sforzi di ricerca nel riciclaggio delle batterie dal punto di vista della redditività economica e dell'inventario del ciclo di vita. Con il supporto di statistiche aggiornate, il documento commenta anche le sfide che deve affrontare il riciclaggio delle batterie e il ruolo della progettazione delle batterie e dell'economia circolare nello sviluppo sostenibile dell'industria delle batterie, in cui governi, produttori e consumatori giocano tutti un ruolo".



Le batterie hanno già da tempo un impatto pesante perchè:

-Il litio con cui sono fatte (che serve anche per le auto elettriche e gli smartphone), arriva principalmente dall’Australia (62%), Cina e dal cosiddetto “Triangolo del Litio” in Sudamerica. Proprio in questa zona del Sudamerica l’estrazione avviene utilizzando acqua salina pompata dal sottosuolo e fatta evaporare. Gli impatti sull’equilibrio idrico e la disponibilità di acqua potabile (a rischio di salinizzazione) sono gravi. Oltre il 65% dell’acqua totale è utilizzata per l’estrazione di questo minerale.

Le comunità indigene ne sono colpite perché costrette a lasciare le loro coltivazioni e i lavoratori non hanno alcun tipo di tutela.

La domanda cresce esponenzialmente, le popolazioni locali sono sempre più a rischio e tutta l’area rischia di trasformarsi in un enorme deserto.


Inoltre, non è facile smaltirlo.


-Le batterie sono composte anche da cobalto, manganese, nichel e grafite;

-L’estrazione di questi minerali è in rapidissimo aumento e sta già portando gravi conseguenze all’ambiente e ai diritti umani.

Riguardo alla grafite, ad esempio, nel 2018 il 62% di questo minerale è arrivato dalla Cina e la sua estrazione ha comportato inquinamento dell’aria (problemi respiratori, gravi malattie polmonari e arresto cardiaco), dell’acqua (non più potabile) e dei raccolti delle comunità locali.

La lavorazione del nichel comporta notevoli emissioni di gas serra e grandi quantità di rifiuti tossici e le miniere a cielo aperto sono responsabili di inquinamento idrico, deforestazione, dissesto idrogeologico, perdita di biodiversità e anche di conflitti sociali.

-Le batterie vanno caricate con corrente elettrica che ha a sua volta un impatto.



Tra il 2010 e il 2019, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, i veicoli elettrici sono passati da 17mila a oltre sette milioni e si stima che le vendite globali di auto elettriche arriveranno a 26 milioni nel 2030 e 54 milioni nel 2040. Questo boom viene spinto dai Governi e da iniziative internazionali, costretti a tagliare le emissioni inquinanti dei trasporti per contrastare la crisi climatica.


Perciò bisogna chiedersi: quanto è realmente sostenibile ed equa una transizione basata sulla diffusione di massa dei veicoli elettrici?


A livello politico diventa necessario che ogni Paese:

-Ottimizzi il riciclo delle batterie disponendo maggiori spazi e strutture più adatte per lo smaltimento; regolamenti maggiormente con leggi più severe i processi di smaltimento allo scopo di recuperare tutti i materiali possibili contenuti nelle batterie al litio, come nichel, cobalto e manganese; organizzi anche uno smaltimento di tutti i componenti con procedimenti non dannosi per l’ambiente;

-Potenzi l’infrastruttura di ricarica;

-Disponga che l’energia per la ricarica delle batterie derivi da fonti ecologiche e non inquinanti, quindi renda più “Green” la produzione di energia elettrica;

-Diversifichi i luoghi di origine delle materie prime per garantire approvvigionamenti più sicuri.


Solo così la transizione può avvicinarsi alla sostenibilità.


Come saprai l’UE e la GBA –Global Battery Alliance hanno lavorato per creare il "passaporto digitale" che potrebbe migliorare e aiutare i sistemi di raccolta delle batterie al litio.

Si tratta di un documento che tiene traccia, attraverso una registrazione elettronica, dell’intero ciclo di vita del prodotto, aiutando produttori e rivenditori nella gestione delle batterie.


A questo punto diventa necessario che anche noi ci poniamo qualche domanda su come comportarci per ridurre il più possibile questo dannoso impatto.


Bene, puoi ad esempio:

-Scegliere aziende che riciclano le batterie (quelle che lo fanno sono più di quanto si creda);

-Curare il tuo monopattino o la tua auto elettrica con attenzione per evitare che la batteria perda capacità di carica;

-Portate le batterie presso centri specializzati per il trattamento di questi componenti;

-Scegliere con intelligenza quando e come usare il tuo monopattino o la tua auto elettrica;

-Come già detto in altri articoli, usare di più la bicicletta o i trasporti pubblici.


Oggetti in bambù



E’ ormai considerato un materiale eco-friendly e viene impiegato sempre più spesso per tanti tipi di oggetti (abbigliamento incluso).

È una pianta che cresce molto velocemente e non richiede uso di pesticidi, purtroppo però per trasformare le canne bisogna usare prodotti chimici.

Ciò viene fatto maggiormente in Cina, Paese dove - come ben sappiamo - le regole non sono così ferree coma da noi.

Ad esempio, parlando di spazzolini di bambù, che ormai troviamo anche al supermercato, c'è inoltre il problema delle testine composte da setole normalmente di nylon (ma ce ne sono anche con setole di maiale). Queste non sono separabili dal manico e non possono essere riciclate, ma la separazione andrebbe fatta prima di buttare via tutto.

Per questo motivo alcuni pensano sia meglio scegliere spazzolini di plastica, meglio se riciclata, con la testina estraibile che può essere sostituita. Il manico dura un’eternità e le setole hanno una resistenza e quindi una durata migliore.

Gli oggetti in bambù ci lasciano tranquilli di utilizzare una materia prima sostenibile ma, come abbiamo visto, non è esattamente così per via dei pesticidi.

Allora potrebbe essere meglio scegliere oggetti in plastica ma riciclata (e riciclarla ovviamente) o di legno certificato FSC.


Pannolini, pannoloni, traverse ed assorbenti usa e getta



Questi tipi di prodotti corrispondono a circa il 20% dei rifiuti solidi urbani e impiegano 450 anni a biodegradarsi, rilasciando metano e percolato!

Solo in Italia se ne gettano 900.000 tonnellate e in tutto il Pianeta 30 milioni di tonnellate!!!

E il tutto va a finire o in discarica o in inceneritore dove, bruciando, sviluppano diossina, idrocarburi policiclici e altri inquinanti, oltre ovviamente alla CO2 (vedi Ancora rifiuti) perché non sono prodotti riciclabili…

Ogni bambino nei primi tre anni di vita necessita di circa 6.000 pannolini (circa una tonnellata). Realizzare questo quantitativo comporta l’abbattimento di 20 grossi alberi.

In Italia ci sono circa 1 milione di bambini sotto i tre anni. Totale: 6 miliardi di pannolini e 20 milioni di alberi abbattuti più il relativo uso di petrolio, energia e sostanze chimiche che inquinano le acque.

Non ci pensiamo quasi mai: sono comodi ma assolutamente insostenibili.


Allora che facciamo?


Nel maggio del 2019, nel tentativo di porre rimedio a questo problema, è stata aggiornata la direttiva europea "End of Waste" che prevede la possibilità di riciclare e riutilizzare i materiali che compongono pannolini, pannoloni e assorbenti.

"End of Waste" è un processo di recupero di un rifiuto al termine del quale perde la qualifica, appunto di rifiuto, per acquisire quella di prodotto.

Nonostante questa direttiva sia entrata in vigore da circa tre anni, sono ben pochi i comuni che si sono attrezzati per questo tipo di raccolta…io non ho visto nulla, e tu?

Quando "End of Waste" inizierà finalmente a funzionare a pieno regime, ci saranno notevoli benefici per l’ambiente e anche per l’economia.


Si possono recuperare tre materie prime: cellulosa, plastica e polimero super assorbente che - dopo gli adeguati trattamenti - garantiranno le stesse prestazioni delle materie prime “vergini”, ma la riduzione di CO2 sarà consistente.

A Treviso esiste l’unica azienda al mondo in grado di riciclare questi prodotti e li trasforma in nuovi oggetti come grucce, mollette, imballaggi industriali e nuovi materiali assorbenti.


Ma anche tu puoi fare molto:


-Chiedere alle amministrazioni locali di adottare questa tecnologia affinchè promuovano la creazione di nuovi impianti che possano riciclare pannolini/pannoloni/traverse/assorbenti;

-Utilizzare pannolini o pannoloni lavabili.

Questo tipo di pannolini si può usare fin dal primo mese. Ci sono modelli in taglia unica ma si modellano con dei bottoncini in modo da seguire la crescita del bambino.

Un kit di pannolini lavabili ne contiene 24 e costa sui 400-600 €. Ma non spaventarti! Si può usare per anni, anche per i fratellini che verranno dopo oppure rivendere.

I soldi che in realtà puoi risparmiare non sono pochi: tieni conto che gli usa e getta, in proporzione, costano di più perché in 2 anni e mezzo di Euro ne spenderai circa 1.200-2.000.

Ce ne sono di tanti tipi e marche e puoi acquistarli online o in negozi specializzati.

Esistono poi i kit misti - più consigliabili - che sono composti da diversi modelli.


Una informazione e una curiosità: dal 2001 a Bologna, partendo da un gruppo di genitori che hanno cominciato a sostenersi vicendevolmente per l’uso dei pannolini lavabili, si è formata l’Associazione Nonsolociripà che si è poi estesa nel resto del Paese.

Esistono anche le "pannolinoteche" - gestite sempre da genitori - che danno in prestito i kit di pannolini. In diversi casi ciò avviene in collaborazione con i Comuni. Ci sono ormai parecchie amministrazioni che riconoscono incentivi sull’acquisto, sgravi Tari, oppure risarciscono le famiglie che optano per questa scelta.



I motivi per scegliere pannolini lavabili: sono economici, ambientali ed anche migliori per la salute del bambino. LAgenzia nazionale di sicurezza sanitaria francese (Anses) ha infatti allertato i consumatori dei pannolini usa e getta sui possibili rischi della presenza di sostanze chimiche. Non esiste trasparenza da parte dei produttori che non forniscono informazioni riguardo alla composizione di questi prodotti.

La pelle del bambino è delicata e sta a contatto con questi tipi di pannolini 24 ore su 24. Anche tanti pediatri ormai consigliano i pannolini lavabili di cotone e fibre naturali, specialmente in caso di dermatiti e rossori.

Un altro vantaggio dei pannolini lavabili: permettono di mantenere le anche in posizione corretta.

Secondo un un report dell'Environment Agency sono più sostenibili di quelli usa e getta, a patto di lavarli con una lavatrice di classe energetica alta. Viceversa tra consumo di acqua, elettricità e detersivo quelli riutilizzabili restano sempre i più green, ma di poco, rispetto a quelli di plastica che - non dimentichiamo - vanno a finire nell’indifferenziato e bruciati o portati in discarica.


Tutto ciò vale anche per i pannoloni per incontinenti o degenti e per le traverse che si usano in questi casi. Anche questi prodotti prodotti esistono in versione, lavabile come i pannolini.


E gli assorbenti per le donne?


Esistono assorbenti compostabili che possono essere gettati nel bidone dell’umido (leggi sulla confezione).

Ma, anche in questo caso, troverai sul mercato gli assorbenti lavabili proprio come per i pannolini.

Ce ne sono in diversi tessuti, misure e addirittura fantasie.

La forma è la stessa degli assorbenti monouso con le ali e vengono fissati alla biancheria con un bottoncino.

Ingombrano poco e sono comodi, hanno una maggiore morbidezza, sono igienici e maggiormente salutari proprio come i pannolini, prevenendo irritazioni. La capacità di assorbenza è notevole e anche in questo caso lo sarà anche il risparmio.


Ma ancora meglio sono le coppette mestruali.



Sono coppette morbide e flessibili, di varie misure, in silicone anallergico e antibatterico. Si inseriscono in vagina e raccolgono il flusso, invece che assorbirlo.

Il loro costo va da 15 a 30 € circa.

Con questa soluzione ti sentirai molto più libera ed igienicamente a posto, non sprecherai acqua, corrente e detersivi come per gli assorbenti lavabili (basta sciacquarle dopo l’uso) e non avrai nessun impatto sull’ambiente.

Tutte le donne che hanno cominciato ad usarle non sono tornate indietro per la loro grande comodità.


Ultimi consigli: riguardo a tutti questi prodotti lavabili preferisci sempre quelli di tessuto naturale coltivato senza pesticidi ed evita il micropile e il microsuede (come per l’abbigliamento disperdono microplastiche durante il lavaggio).

Per tutti fai un prelavaggio sotto acqua fredda (la calda fissa il sangue) strofinando bene con sapone di Marsiglia, strizza e metti nel cestello lavando con Marsiglia e percarbonato. Non usare candeggina né altri sbiancanti chimici (il percarbonato è ottimo per sbiancare) così non ne rimarranno tracce e non inquinerai (la candeggina inquina tantissimo).


Fonti


Penso che avrai sicuramente trovato informazioni utili su come e cosa scegliere per cambiare anche tu un pò le cose nella tua vita di tutti i giorni ed avere un impatto sempre più lieve su questo Pianeta (vedi Un Pianeta preso a pedate).




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