top of page
Cerca
  • vulcanomarino

FAVOLE CON ANIMALI

Aggiornamento: 1 nov 2022

e la loro morale



Tutti conosciamo - più o meno - le favole di Esopo (greco del VI secolo a. C.) che ancora oggi hanno notevole valenza e rappresentano sempre fonte di ispirazione per racconti o cartoni animati.

Egli ha utilizzato gli animali per permettere di riconoscere facilmente tipi umani ben precisi e far si che le storie fossero facili ed universali da comprendere, inserendo sempre una morale affinchè il messaggio da finzione animale si trasformasse a lezione per gli uomini.


Oggi VivereV vuole pensare anche ai bambini raccontandone qualcuna tra quelle meno famose e conosciute così che potrai - a tua volta - raccontarle loro.



La Rana e il Bue (che è stata ripresa anche da Fedro e da Jean de La Fontaine).



Una rana si vantava di essere la più grande dello stagno. Un giorno arrivò un bue per abbeverarsi. Tutti i ranocchi cominciarono a dire: "Com’è grande quel bue!".

Ma la rana - che era vanitosa - non poteva sopportare che ci fosse un animale più grande di lei e così cominciò a gonfiarsi, aspirando aria dalla bocca.

Disse a tutti gli altri ranocchi: "Vi farò vedere che posso diventare grande come quel bue, e anche di più".

Ogni volta che respirava per immagazzinare più aria domandava: "Sono grande come il bue?" e la risposta in coro dei ranocchi era sempre la stessa: "No".

Così la rana continuò a gonfiarsi sempre di più e lo fece così tanto che, alla fine, scoppiò...


Morale: Chi finge di essere ciò che non è finisce sempre per pagarne le conseguenze ed è, inoltre, ridicolo ed inutile l’affaticarsi ad apparire ciò che non si è.



Il Gatto e i Topi



C'era una casa in campagna dove vivevano diversi topi, grazie all'abbondanza di cibo che trovavano nei dintorni.

Vivevano tranquilli finchè un giorno passò un gatto che decise di fermarsi anche lui in quella casa.

Ogni giorno il gatto ne catturava uno e se lo mangiava, così i restanti topolini cominciarono a vivere nella paura e la loro vita cambiò al punto che non uscirono più dalla loro tana.

Così il gatto cominciò ad avere fame, non avendo più di che nutrirsi e pensò ad un piano per indurre i topini ad uscire: si buttò a terra rimanendo immobile e fingendo di essere morto.

Qualche topolino tirò fuori la testa per vedere cosa stesse succedendo ma il più saggio di tutti li fermò e disse al gatto: "Puoi anche fingere di essere un sacco, ma nessuno di noi è così stupido da venirti vicino".


Morale: meglio non fidarsi di chi si è dimostrato pericoloso perchè può esserlo ancora.



La Volpe e il Caprone



Una volta una volpe cadde in un pozzo.

Era ormai disperata pensando che avrebbe fatto una brutta fine, quando un caprone assetato si affacciò al bordo del pozzo.

Il caprone, vedendo la volpe, le chiese se l’acqua fosse buona e lei, pensando di approfittare di quell'occasione, comincò ad elogiarne la qualità e lo invitò, quindi, a scendere per berla.

Il caprone andò giù senza pensarci troppo perchè era davvero molto assetato, bevve e, quando finì, cominciò a chiedersi insieme alla volpe come avrebbero fatto a risalire.

La furba volpe gli disse di conoscere un modo: "Appoggia al muro le tue zampe anteriori e rizza alte le corna così, una volta che sarò salita io tirerò fuori anche te".

Il caprone seguì il consiglio, la volpe si arrampicò su di lui e, arrivata all'imboccatura del pozzo, ne uscì fuori andandosene senza pensarci più.

A questo punto il caprone si lamentò che non si stava comportando secondo i patti ma la volpe rispose: "Caro amico, se tu avessi tanti pensieri quanti peli hai nella tua barba non saresti disceso nel pozzo, prima di avere considerato come risalire".


Morale: chi ha buon senso dovrebbe considerare prima quello che sarà l'esito delle proprie azioni. E anche: chi è furbo e malizioso trova sempre il modo di cavarsela a danno degli altri.



Il Leone e il Cinghiale



In una calda giornata, un leone assetato si avvicinò ad una sorgente d'acqua fresca.

Pieno di desiderio di potere bere tutta l'acqua che voleva, pensava a quanto fosse buona e quanto fosse stato fortunato a trovarla, quando arrivò un grosso cinghiale, anch'egli assetato.

Il cinghiale salutò il leone ma quest'ultimo gli ruggì minaccioso di andarsene perchè era stato lui a trovare l'acqua per primo.

Il cinghiale allora reagì preparandosi a sfidarlo per dimostrare la sua superiorità e conquistare la sorgente e gli disse: "Io non ho paura di te! Ti batterò e sarai tu a dovertene andare".

Così cominciò il litigio e la lotta e i due animali finirono con il ferirsi entrambi.

In un momento di pausa per riprendere fiato videro in cielo uno stormo di avvoltoi che si stava avviciando, pronti a cibarsi del cadavere di quello che fosse morto per primo.

I due animali capirono così che stavano commettendo un errore, smisero di litigare e si scusarono a vicenda.

Il leone disse: "Preferisco essere tuo amico piuttosto che diventare il loro pasto". "Anch'io" rispose il cinghiale.

E fu così che gli avvoltoi se ne andarono e i due amici cominciarono a bere insieme alla sorgente: c'era acqua abbastanza per entrambi.


Morale: è importante essere uniti e condividere mentre il litigio e la violenza sono stupidi, inutili e dannosi.



Il Cavallo e l'Asino



Un cavallo e un asino vivevano nella stessa stalla ed entrambi erano molto amati dal loro padrone, che dava sempre loro attenzioni e coccole.

Ma, quando c'era da trasportare i pesanti sacchi di farina al mercato, sul cavallo - che era fiero e altezzoso - ne caricava due mentre sull'asino - mite e mansueto - molti di più.

L’asino ammirava la bellezza del cavallo ed era consapevole del suo lavoro, così non aveva nessun problema a caricarsi tutto quel peso affinchè il suo amico conservasse la sua bellezza.

Ma un giorno l'asino fu caricato di così tanti sacchi che faceva molta fatica a portarli.

Il padrone non si accorse di questo, e l’asino disse al cavallo: "Ho il fiato corto e faccio fatica a camminare. Puoi prendere uno dei miei sacchi di farina?”. Il cavallo fece finta di non averlo sentito e - poco dopo - di nuovo l'asino, facendo fatica anche a parlare, gli disse: "Non ce la faccio! Cavallo prendi uno dei miei sacchi" ma il cavallo niente! E così continuò il suo cammino. Poco dopo l’asino, con la voce tremolante dalla fatica, disse: "Dammi una mano perchè tra poco cadrò, aiutami e prendi uno dei miei sacchi”.

E il cavallo: "Se il padrone ti ha caricato di tutti quei sacchi significa che li puoi portare!”. L’asino abbassò la testa, continuò il cammino ma poi riprese: "Cavallo, ti prego, prendi almeno uno dei miei sacchi”. "No! Tieniti i tuoi sacchi e non disturbarmi più”, rispose il cavallo.

Alla fine l’asino - ormai stremato - cadde a terra.

Il padrone allora si accorse del povero animale ed esclamò: "Povera bestia mia. Ho sbagliato a caricarti di così tanto peso. Aspetta, ora te li tolgo di groppa, prendi un po’ d’acqua e mettiti qui all’ombra. Cavallo, vieni qui, ora i sacchi li porterai tutti tu!”.

Il cavallo dovette obbedire al padrone e pensò: "Che sciocco sono stato! Se avessi aiutato l’asino portando almeno un sacco, adesso non farei tutta questa fatica”.

E così il viaggio proseguì con il cavallo carico di tutti i sacchi e l’asino fresco e riposato.


Morale: meglio condividere le fatiche con gli altri, prima che ricadano tutte su di noi. Sarà un vantaggio per tutti: l'unione fà la forza, come si dice...



Il Cervo e il Leone



In una grande foresta viveva un cervo che aveva delle corna davvero maestose delle quali era molto fiero e orgoglioso. Così andava spesso al laghetto solo per potersele ammirare riflesse nell’acqua.

Ma non amava invece le sue zampe, perchè le considerava troppo magre e ossute, rispetto alle corna e al suo corpo atletico.

Un giorno, mentre era al laghetto a rimirarsi le corna, sentì un rumore e vide davanti a sé un leone che gli ruggì ferocemente. Il cervo capì allora di essere in pericolo e scappò nella foresta, ma il leone lo inseguì.

Il cervo conosceva bene i sentieri del bosco e capì che sarebbe stato meglio portare il leone verso la montagna, se voleva salvarsi. Lì un torrente aveva scavato una profonda gola che sarebbe stata fatale per il leone, mentre lui avrebbe invece potuto saltarla.

Il leone gli era ormai quasi addosso ma il cervo zigzagò tra le piante e gli alberi e saltò le siepi grazie alle sue agili zampe.

Il leone iniziò ad essere in difficoltà perchè la sua preda era troppo agile per lui.

Il cervo arrivò al torrente e saltò dall’altra parte mentre il leone, stanco e affaticato, si ritirò nella foresta.

Quando il cervo si specchiò nel torrente non vide più le sue zampe magre con il disprezzo che provava prima: lo avevano appena salvato!


Morale: non sempre la bellezza e la forza fisica ci aiutano, ma altre caratteristiche che ci appaiono di poco valore possono invece essere utili in caso di problemi o difficoltà, risultando di non meno valore.



La Volpe e la Cicogna



Una volpe e una cicogna avevano fatto amicizia.

Una sera la volpe invitò la cicogna a cena pensando di farle uno scherzo: le offrì un brodo di verdure servendolo in un piatto piano con i bordi molto bassi. La cicogna cercò di bere il brodo ma non ci riuscì per via del suo lungo becco.

La volpe sorrise sotto i baffi e continuò ad invitarla a bere il brodo ma la cicogna, capendo lo scherzo che la volpe le aveva fatto, disse: "Scusami ma non mi sento molto bene, è meglio che torni a casa. Ti invito anch'io a casa mia per domani sera, per ricambiare la tua ospitalità”.

Così la cicogna, la sera successiva, preparò un pesce e lo servì in un vaso che aveva un collo lungo e stretto, adatto al suo lungo becco ma non al muso della volpe, che non riusciva ad infilarlo perchè troppo grosso.

La volpe sentiva l'odore del pesce ma non poteva mangiarlo, così si arrabbiò e disse: "Mi hai ingannata! Me ne vado via!"

Allora la cicogna guardò la volpe con aria soddisfatta e disse: "Chi la fa l’aspetti!”.


Morale: ovvia, va da sè...chi la fà l'aspetti. E comunque, se si fà uno scherco a qualcuno, bisogna anche essere pronti a riceverlo.


Ecco qui alcune favole che potrai raccontare ai tuoi bambini, sono molto antiche ma sempre valide!


VivereV le ha raccontate un pò succintamente, tanto per ispirazione...ma in realtà meglio leggerle ai bambini direttamente da un libro perchè decisamente più colorito e completo di dialoghi. Si trovano tanti libri e libretti con queste favole ma ti consiglio di sceglierne uno con testo originale, altrimenti rischi di trovare un altro sunto tipo il mio...i migliori di solito hanno il testo greco a fronte.





Per iscriverti al blog e lasciare un commento

Per iscriverti alla newsletter e ricevere aggiornamenti

33 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

SQNBA

bottom of page